Peserico: Antoniana Srl, la maggioranza ha bloccato la messa in liquidazione

LA SPEZIAGiacomo Peserico, consigliere comunale del Nuovo Centro-Destra, con una nota interviene sulla bocciatura della mozione con cui si chiedeva la messa in liquidazione di Insediamenti Produttivi Antoniana srl.

“In un recente passato le società per lo sviluppo del territorio sono proliferate un po’ ovunque in Italia. Si trattava di società che facevano utili reinvestendo i denari che arrivavano dallo stato centrale o dall’Europa, magari passando per la regione. Oramai, com’è stato confermato anche dall’approfondita e lunga analisi durata più di un anno, che è stata svolta dalle commissioni consiliari di controllo e di bilancio, questo modello di società partecipate non può più essere considerato valido. Da Roma e da Bruxelles non arrivano più soldi. Non fanno eccezione le società partecipate sul nostro territorio. Il bilancio consuntivo 2013 di Insediamenti Produttivi Antoniana srl, come ha anticipato il nuovo amministratore delegato in audizione in commissione, chiuderà con circa 500.000 € di perdite che sono il risultato di soli costi a fronte di nemmeno un euro di ricavo! Il debito ammonta a 3,4 milioni di euro ed è stato accumulato per l’acquisto dei terreni che dovrebbero essere valorizzati. Il patrimonio, invece, ammonterebbe a 5 milioni di euro. Ma mentre il debito nei confronti delle banche è certo, il patrimonio è stimato. Infatti, anche alla luce della crisi del mercato immobiliare, è difficile capire quanto realisticamente potrebbe essere ricavato dalla vendita delle rimanenti aeree. Pertanto credo che sarebbe stato opportuno mettere fine all’esperienza di Insediamenti Produttivi Antoniana srl.  La maggioranza che sostiene il sindaco Federici, però, ha bocciato la mozione con cui si chiedeva la messa in liquidazione e ha rilanciato pensando di fare di Antoniana una società completamente pubblica per seguire progetti di sviluppo del territorio. Pertanto in futuro potremo avere una società immobiliare totalmente pubblica, che dovrà assumersi anche il rischio di impresa.
Il premier Renzi va in Europa prendendosi impegni tra i quali il taglio della spesa pubblica non produttiva grazie anche alla chiusura delle società partecipate che da 8.000 dovrebbero diventare 1.000. Le sue truppe spezzine, però, non sembrano intenzionate a seguirlo!

 

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