#myspezia: dove inizia la meraviglia?

LA SPEZIA#wonderstartshere, ossia la meraviglia inizia da qui, è lo slogan associato al logo, anzi al “brand#myspezia. La scritta campeggia anche sui nuovi filobus. Secondo il vocabolario Treccani, per “meraviglia” (primo significato) si intende un “sentimento vivo e improvviso di ammirazione, di sorpresa, che si prova nel vedere, udire, conoscere cosa che sia o appaia nuova, straordinaria, strana o comunque inaspettata”. Immaginando un turista a zonzo per le vie della nostra città, non si fatica a comprendere il significato di “sentimento di sorpresa” di fronte a qualcosa di inaspettato (non si specifica se bello o brutto). In effetti, non ci si aspetta di vedere una città “a vocazione turistica” con un cantiere a ogni angolo (in questi giorni, solo per fare un esempio, a quelli infiniti di Piazza Verdi e Piazza Europa s’è aggiunto quello in Via Veneto), cumuli di spazzatura che costringono i malcapitati “foresti” a improvvisi zig-zag per evitare di calpestare i rifiuti, buche sempre più simili a crateri e un insopportabile odore di fogna nelle vie del centro. E sarà sicuramente rimasto a bocca aperta per lo stupore (oltre che per gli improperi) l’autista di pullman da turismo che, ieri pomeriggio (domenica 6 luglio) si è ritrovato imbottigliato in Via Pietro Micca, impossibilitato ad andare avanti o indietro a causa delle auto parcheggiate e delle transenne del cantiere di Piazza Verdi.

Come rimangono sorpresi i cittadini nel vedere il centro sempre più in decadenza, con negozi storici che chiudono i battenti per lasciar posto all’ennesimo punto vendita di catene che si ritrovano in ogni città italiana e non solo. E dire che la nostra città ne avrebbe, di luoghi da far restare a bocca aperta per la meraviglia intesa come cosa, opera mirabile, che suscita profonda ammirazione per il suo pregio, per la sua straordinaria bellezza, importanza o rarità (terzo significato): dai fregi dei palazzi liberty ai Giardini Pubblici, dagli scorci delle viuzze del centro fino alle colline circostanti. Posti bellissimi lasciati all’abbandono completo: alberi non curati, mal potati, cantieri aperti e mai chiusi, facciate di palazzi bellissimi sporche e cadenti, brandelli di storia cancellati per sempre, teatri che diventano supermercati e così via. Eppure la nostra città, pur maltrattata (e non solo da rovinose Amministrazione, ma anche da cittadini che evidentemente non la amano), regala ancora scorci di “meraviglia” e lo fa nelle zone meno toccate dall’ansia di modernità: alcune vie laterali del centro, le piante dei Giardini, il faro del Molo Italia nella luce del tramonto.

In queste zone, realmente, si può dire che la meraviglia inizia da qui. E da queste piccole grandi cose la nostra città dovrebbe ripartire, perché i turisti si meravigliano in senso positivo davanti agli aranci del centro e alle scalinate storiche. Chissà se si meraviglierebbero allo stesso modo di fronte a un fronte a mare cementificato…

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