Libertà e giustizia: via le mani dalla Costituzione nata dalla Resistenza

Tiene il patto del Nazareno. Forza Italia dà l’assenso alla riforma del Senato e riceve assicurazioni sulla legge elettorale che verrà discussa entro l’estate.

Ma Libertà e Giustizia non riconoscerà mai a Berlusconi Silvio (condannato in via definitiva per frode fiscale), Verdini Denis (indagato per false fatture, mendacio bancario, appalti G8 L’Aquila, associazione a delinquere e abuso d’ufficio), Letta Gianni (indagato dal 2008 per reati di abuso d’ufficio, turbativa d’asta e truffa aggravata, inchiesta poi archiviata nel 2011) il diritto di mettere le loro mani sulla Costituzione nata dalla Resistenza.

Nel nuovo Senato spunta anche l’immunità, che pareva non volesse nessuno. Ma ora i suoi fautori si appellano ai padri costituenti che la vollero nella Carta. Lorenza Carlassare, intervistata da Silvia Truzzi sul Fatto Quotidiano, ricorda che la norma fu introdotta già nello Statuto Albertino come in altre Carte costituzionali, perché la libertà di parola, di discussione e di azione in Parlamento non potesse essere contestata né in sede giudiziaria né in alcuna sede diversa da quella parlamentare. Ma se i senatori non sono neppure eletti?

Sempre a proposito di democrazia costituzionale ed equilibri tra i poteri, vi segnaliamo il convegno che si terrà a Roma martedì 8 luglio. Con Felice Casson e altri senatori (Vannino Chiti e Loredana De Petris), per affrontare il tema della riforma costituzionale in itinere con spirito critico, senza soggiacere ad ordini di partito, inconcepibili in una materia che attiene alle forme della democrazia. Il dibattito si svolgerà insieme a un gruppo di costituzionalisti e giuristi, tra cui Domenico Gallo e Lorenza Carlassare, Gaetano Azzariti e Massimo Villone, Gianni Ferrarae Alessandro Pace. Organizzato da molte associazioni e sostenuto anche da LeG.

 

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