La donna del mese: la sposa bambina

LA SPEZIA– Si chiamava Rawan, aveva 8 anni ed è morta in seguito a lesioni interne, nel settembre del 2013. Abitava nello Yemen ed era stata data in sposa a un quarantenne; è morta la prima notte di nozze, dissanguata. Razieh aveva 14 anni quando il padre l’ha fatta sposare con un vicino di casa; dopo aver subito violenze per 3 anni, ha ucciso il suo aguzzino e oggi rischia la condanna a morte: vive in Iran.

Sono solo due delle tante, troppe storie che vedono protagoniste giovani donne sotto i 18 anni che ancora oggi, nel terzo millennio, in alcune zone del mondo vengono costrette a sposare uomini adulti. Secondo Plan Italia, organizzazione internazionale senza scopo di lucro che si occupa di bambini, sono 14 milioni ogni anno le spose bambine: 1 su 9 ha meno di 15 anni. Alcune storie sono a lieto fine, come quella di Lamana, costretta a sposarsi a 15 anni, giovane moglie di un uomo violento, che è scappata di casa senza farvi più ritorno, riuscendo a metter fine all’incubo. Moltissime storie, però, finiscono tragicamente, con la morte della sposa bambina, o vedono la donna costretta a subire per tutta la vita. Il matrimonio precoce è rischioso per la salute delle donne, picchiate, stuprate e obbligate a gravidanza in età giovanissima, ma ricade anche nelle generazioni successive. Le spose giovanissime sono costrette a smettere di studiare, non possono lavorare, non possono uscire di casa e questo ovviamente limita la crescita culturale e sociale del contesto in cui vivono.

La donna del mese di giugno è qualunque sposa bambina, qualunque giovanissima donna sacrificata in nome di una “cultura” incomprensibile, vittima di violenza, ignoranza e di una “tradizione” che non ha senso di esistere, obbligata a lasciare la sua vita per sposare un uomo che non le ama e che non vogliono sposare. Questo mese il nostro appuntamento è dedicato a loro, con l’augurio che non vi siano più Rawan, Lamana e Razieh.

A proposito della storia di Rawan, secondo alcuni organi di stampa sarebbe una bufala, poiché qualche giorno dopo che si era sparsa la notizia, la vera Rawan sarebbe stata intervistata assieme al padre. Conoscere la verità è quasi impossibile: rimane però il fatto incontrovertibile della critica condizione della donna nello Yemen. Forse Rawan non è morta l’anno scorso a 8 anni, ma è il simbolo di tante altre bambine di cui non si hanno notizie.

La storia di Lamana: plan

La storia di Rawan: ilfattoquotidiano.it e la sua smentita: www.tempi.it

La storia di Razieh: corriere.it

 www.plan-italia.org

 

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