Commissione su Acam. Garavini: società in crescita. Soddisfatta la maggioranza, critica l'opposizione.

LA SPEZIA– “Sembra che abbiamo visto due film diversi” ha detto il consigliere PierGino Scardigli (Il mio cuore è Spezia) durante la Commissione di ieri, mercoledì 25 giugno, nella quale è stato audito Gaudenzio Garavini, mministratore delegato di Acam e amministratore unico di Acam Ambiente. Scardigli si riferiva alla situazione della società, giudicata “in risalita” da Garavini, che ha snocciolato cifre su cifre positive per indicare i bilanci in attivo, “finalmente sanata”  e dai “risultati sensazionali” dal consigliere PD Marco Raffaelli e criticata pesantemente dall’opposizione. Ad assistere, visto che Garavini era stato chiamato per riferire sul contratto di solidarietà, sulle quattordicesime e altre questioni, c’erano i lavoratori Acam: gli unici (assieme ovviamente ai cittadini) a pagare per la disastrosa gestione dell’azienda che gestisce, tra l’altro, la raccolta della spazzatura,  punto dolente: la  differenziata non funziona: le foto che quotidianamente invadono i marciapiedi lo testimoniano anche ai più distratti, a quelli che non vedono o fingono di non vedere i cassonetti rigurgitanti e topi, gabbiani e piccioni che “banchettano” allegramente tra i rifiuti.

Mentre Garavini si lancia in lunga e dettagliata spiegazione sui numeri di Acam e annuncia che è stato stipulato un accordo per l’acquisto di nuovi mezzi per la differenziata con il Monte dei Paschi di Siena, i lavoratori scuotono la testa e dicono che “è tutto fumo negli occhi“, parlano di “assunzioni politiche” e contestano il discorso dell’Amministratore Delegato. Strappano applausi i consiglieri dell’opposizione: prima Giulio Guerri (Per la nostra città) che parla di “mancanza di prospettiva di cambiamento” e attacca: “vi state arrampicando sugli specchi“, rispondendo a Garavini, il quale  aveva detto che non bisogna “giustificare l’inciviltà dei cittadini” che “lasciano i cassonetti aperti” perché vi “ravanano dentro“; poi Edmondo Bucchioni (Rifondazione Comunista) che fa notare il rischio di “far pagare i debiti al pubblico” lasciando “le eccellenze ai privati” (riferendosi alle nuove società, anch’esse indebitate, che acquisteranno quote Acam); infine Carlo Colombini (MoVimento 5 Stelle) che incalza: “I cittadini non ce la fanno più” e ancora “possibile che gli incivili siano solo a Spezia?”.

Dunque ricapitolando: l’opposizione vede una società, Acam, schiacciata dai debiti e in gravissima difficoltà, vede la spazzatura che resta in mezzo alla strada giorni e giorni; la maggioranza vede “qualche disservizio” e una società che sta crescendo, grazie a un “percorso faticoso” e si dice “contenta per l’apertura del confronto“. Non è dato sapere se abbiano visto solo due film diversi o anche due città diverse.

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