"Passavano anche 50 camion al giorno". Così hanno avvelenato Pitelli

LA SPEZIA- Bianca vive con il marito a Pagliari, a pochi tornanti dalla discarica “Sistemi ambientali”. “Non lo sapevamo, che stavano scavando poco più su” dice. “Non usciamo più, abbiamo problemi di salute“. Entrambi ultrasettantenni, Bianca e il marito abitano a Pagliari da sempre. “Qui sono tutte case di proprietà, ce le siamo costruite noi, coi nostri soldi” e “non vogliamo andare via da qui. Ma dove andiamo? Qui c’è la nostra vita, qui si sta bene, c’è silenzio“. Per anni i cittadini di Pagliari e Pitelli sono stati avvelenati. “Passavano 40, 50 camion al giorno, tutti coperti, non si vedeva quello che c’era dentro. Chiamavamo i vigili, ci dicevano che era tutto a posto, che non c’era da preoccuparsi”. C’è realmente silenzio, a Pagliari, tra il verde degli alberi e i colori dei fiori. E c’è silenzio poco più su, al Campetto, dove ci sono i mucchi con i residui dei fusti trovati qualche giorno fa. Le fosse sono state ricoperte, l’odore è più sopportabile, ma l’aria sa ancora di idrocarburi.

Ogni casa, a Pitelli, ogni famiglia ha un morto, un malato di cancro” dice Bianca. Eppure ci rassicurano: va tutto bene, non c’è niente di cui preoccuparsi. Eppure per il disastro di Pitelli nessuno è colpevole. “Noi non diamo tutte le colpe a Orazio Duvia, ” dicono a Pagliari “sì, lui ha inquinato, ma gli Amministratori comunali, provinciali e regionali per anni hanno firmato, gli hanno fatto fare quello che ha voluto. Sono colpevoli anche loro”. E Bianca conclude augurandosi che lì, dove hanno scavato da poco, non ci sia nulla di pericoloso, anche se le parole “fusti” e “odore di idrocarburi” a Pagliari fanno ancora paura, dopo tanti anni. E spera che non vi siano altre discariche non ancora conosciute, ma dice “gettavano la roba dappertutto”. La storia di Pitelli e dei suoi veleni non è ancora finita: il danno ambientale, probabilmente, non finirà mai.

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