Qual è il ruolo della critica teatrale? Se ne è discusso al Festival Nin di Sarzana

Sarzana. Giovanni Beretta fondatore della compagnia Ordine Sparso di Sarzana, ha inserito all’interno della programmazione del Festival NIN un incontro con alcuni critici teatrali aderenti a Retecritica, nella splendida cornice della Fortezza Firmafede. Il Festival era collegato con l’attivissima rete dei teatri indipendenti liguri TILT diretto da Anna Russo che si è data appuntamento proprio a Sarzana nel week end del 14 e 15 giugno.

La Fortezza ospitava anche un evento di ambiente e ecologia in forma di Festa Verde organizzato dal Comune, e il connubbio era particolarmente intrigante: esiste un  teatro sostenibile per il territorio? Esiste una ecologia (e non solo l’economia) del teatro? La doppia iniziativa era fortemente voluta e sostenuta dal Sindaco Alessio Cavarra, dall’assessore all’ambiente Massimo Baudone e dall’assessore alla Cultura Sara Accorsi.

Molte le compagnie ospiti, con le loro “pillole” di spettacoli (Luigi Marangoni/Dinamiciteatri -vincitore della vetrina Tilt edizione 2014- Teatro dell’Ortica, Compagnia Filò, Teatro delle Formiche, Teatro Ocra, If Prana) e molti i teatranti e le giovani compagnie liguri arrivati come spettatori sia all’evento sia al dibattito che si è rivelato particolarmente intrigante e vivace per gli argomenti proposti. Al punto che il “padrone di casa” Giovanni Beretta ha già invitato per il prossimo anno in una modalità di “lunga residenza” a Sarzana, il gruppo di ReteCritica nazionale che conta ad oggi una ventina di aderenti e si radunerà nuovamente in occasione del Festival Volterrateatro il 24 luglio.

Il ruolo della critica (“Vecchia funzione, nuova critica”?) in un momento di cambiamenti (dopo l’approvazione del Decreto Valore cultura), di economie ristrette, di chiusure e di occupazioni di teatri e spazi pubblici, di bandi direttivi sono stati alcuni dei temi dell’incontro a cui hanno partecipato, oltre ad Anna Monteverdi (Ateatro; Rumor(s)cena) in chiamata in veste di coordinatrice, Tommaso Chimenti (critico de “Il fatto”; “Rumor(s)cena”; “Hystrio”); Renzia D’Incà (studiosa di teatro sociale, critico di “Rumor(s)cena); Laura Santini (Mentelocale di Genova); Rossella Menna (Volterra teatro, critico per Doppiozero e Rumor(s)cena).

Un ruolo che, come i relatori hanno ben approfondito, occorre tornare a valorizzare nella sua accezione più vera e originaria, seguendo le tracce di critici  “militanti” come Nico Garrone più volte nominato.

La provocazione che è stata lanciata era: “Adotta un critico”. Campagna per il “critico in residenza teatrale” che osservi dal suo nascere il processo creativo (ben lontano dal “conflitto di interesse” a cui qualcuno ha accennato).

A questa provocazione Antonella Questa ne ha lanciata un’altra: “Adotta un critico in tournée”, momento importante tanto quanto la creazione artistica, secondo la brava monologhista spezzina ora in tournée con Vecchia sarai tu e Svergognata).

Si è parlato dell’importanza del critico di tornare ad essere un “osservatore partecipe”, colui che indaga i processi (creativi e ricettivi) dello spettacolo, magari anche contribuendo alla sua realizzazione o formalizzazione attraverso la sua libera visione; questa auspicabile posizione critica, questo modo di osservare condividendo, sedimenta una molteplicità di territori invisibili, azioni nascoste, inconsci scenici, che sono estremamente utili per raccontare dell’opera le sue fondamenta e possono dar vita a pratiche di scrittura critica riflessiva capaci di orientare meglio e più profondamente il lettore, andando oltre la pura contingenza spettacolare.

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