Polemiche sulle nuove Giunte comunali di Vezzano e Castelnuovo

LA SPEZIA- La formazione delle nuove Giunte comunali di Vezzano Ligure e Castelnuovo Magra stanno suscitando alcune polemiche. Su Vezzano Ligure si sono espressi sia Rifondazione Comunista che Mario Bonelli (che era candidato con il MoVimento 5 Stelle). Rifondazione pone l’accento su due questioni: la prima è l’esclusione, dalla giunta, dell’esponente comunista Nadia Lombardi che, con le sue 251 preferenze, ha contribuito alla vittoria dell’attuale sindaco PD, Fiorenzo Abruzzo; la seconda è il mancato rispetto, da parte di Abruzzo, delle quote rosa. Il neo-sindaco, infatti, ha assegnato gli assessorati a tre uomini e una sola donna. “Segnaleremo la questione al Prefetto Forlani” si legge nella nota di Rifondazione. Sulla stessa questione interviene anche Mario Bonelli, che scrive: ” Partenza in salita del Sindaco per le quote rosa, infatti la consigliera Lombardi Nadia di Rifondazione comunista, ha letto una lunga nota, nella quale ha evidenziato che il Sindaco non ha rispettato quanto detto in campagna elettorale  ai cittadini e ai partiti che sostenevano la sua lista “Vezzano  Democratica”. Infatti la giunta è formata da tre uomini e una donna. La Lombardi alla fine del suo esordio, facendo in segno di sfida, gli auguri al Sindaco, ha raccolto gli applausi dei numerosi cittadini partecipanti“.

A Castelnuovo, scrive Rifondazione, il sindaco Montebello, sempre PD, ha agito ancora più “vergognosamente“, escludendo dalla Giunta entrambi i consiglieri comunisti eletti, Luca Marchi e Francesca Gianfranchi, inserendo un assessore esterno che non ha “alcun requisito di merito, se non appartenere al suo stesso partito”. I comportamenti dei due sindaci PD, “a cui si aggiunge quello di Lerici Marco Caluri che un anno fa tagliò senza motivo dalla giunta la nostra compagna Verusckha Fedi, non sono casuali. La strategia è quella di soffocare le forze di sinistra (che con il successo della lista Tsipras hanno dimostrato di essere tornate protagoniste della scena politica) per fare ovunque l’asso pigliatutto ed essere padroni incontrastati delle istituzioni locali, con un vulnus di democrazia sempre più evidente”.

Il comunicato stampa si conclude con queste parole: “Per Rifondazione, che oramai in molti comuni ha scelto la strada delle liste autonome di sinistra, non ci sono più mediazioni possibili con un Pd sempre più autoritario e dispotico, come è evidente a livello nazionale: si guardi l’attacco continuo ai diritti del lavoro, il tentativo di stravolgere la Costituzione a colpi di maggioranza (censurando i suoi stessi parlamentari riottosi alle “riforme” fatte con il pregiudicato Berlusconi) e quello di scrivere una legge elettorale che priverà di rappresentanza politica più di 12 milioni di italiani”.

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