Acam doveva fare la gara per i rifiuti e per l'acqua

LA SPEZIA– “La necessità di prendere in giro la gente, il mascherarsi soddisfano in toto quella condizione per la quale la pezza, spesso, è peggiore del buco”. Queste due righe le abbinerei alla polemica di questi giorni di alcuni sindaci sui cosiddetti comuni “cattivi pagatori” di Acam Ambiente Spa. Siamo alle solite: i comuni (come risulta da un giornale quotidiano) devono pagare per il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti 10,5 milioni di euro alla Società partecipata  Acam ambiente in House; ma le rimostranze dei Sindaci dei comuni soci sono quelle di considerare Acam Ambiente una entità posta al di fuori dell’ente pubblico (Comune), il quale invece ne dovrebbe disporre come di una propria articolazione interna.
Oppure i Sindaci vogliono ritrattare, rigettare la “deliberazione del Consiglio Comunale n. 34” del 15/06/2005 che dettava : “affidamento in House ad Acam Spa della gestione del ciclo integrato dei rifiuti nel territorio Comunale”  (erano presenti alla formulazione di questa importante convenzione tutti i sindaci dei comuni soci di Acam). Oppure i Sindaci vogliono ritrattare, rigettare  quanto riportato nello Statuto di Acam Ambiente Spa, all’art. 1 punto 3 “gli enti locali esercitano il controllo nei confronti di Acam Ambiente spa, analogo a quello da essi espletato sui propri servizi interni, anche attraverso Acam Spa […]”. Oppure i Sindaci vogliono ritrattare, rigettare quanto stabilito all’Art. 4 quater dello Statuto di Acam Spa: “esercizio del controllo analogo a quello esercitato dagli enti locali nei confronti dei propri servizi interni”. Oppure non prendere in considerazione il decreto del Presidente del Tribunale della Spezia, in data 20/03/2013, relativo alla non fallibilità delle società Acam Ambiente Spa, Acam Acque Spa, Acam Spa, perché considerate pubbliche a tutti gli effetti.

Pertanto se i sindaci ritrattano, rigettano, quanto indicato  sopra e considerano Acam un caso di terzietà,  allora ci troviamo di fronte ad un caso esplicito di violazione delle norme Comunitarie ed interne di evidenza pubblica. In parole più semplici era d’obbligo fare la gara per l’affidamento della gestione del ciclo integrato dei rifiuti del territorio comunale, questo vale anche per l’acqua. Certamente con la gara di evidenza pubblica il cittadino poteva avere dei benefici sulle tariffe di acqua e rifiuti.

Mario Bonelli dottore commercialista in La Spezia e Revisore dei conti enti locali

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