Scavi a Pitelli: le dichiarazioni del Corpo Forestale e del Comune

LA SPEZIA– In merito agli scavi nella collina di Pitelli, dai quali è emersa terra contaminata da idrocarburi, questa mattina abbiamo parlato con il Corpo Forestale dello Stato. L’indagine è partita da varie segnalazioni, non c’è una fonte unica e si è passati all’azione dopo mesi di raccolta delle informazioni. L’area in oggetto è esterna a quelle già perimetrate della discarica di Pitelli. “In quelle non scaviamo anche se riceviamo segnalazioni, perché sono attualmente sottoposte a bonifica. Se invece riceviamo segnalazioni di rifiuti sepolti in zone in cui mai nessuno ha scavato e che nemmeno Arpal ha posto sotto attenzione, allora partono le indagini.” I primi a muoversi sono stati i membri del NICAF (Nucleo Investigativo Centrale di Polizia Ambientale e Forestale), che hanno eseguito indagini strumentali per verificare la presenza di masse metalliche; se queste vengono rilevate, è indice che il terreno non è naturale e quindi il Corpo Forestale dello Stato procede con gli scavi. Il materiale estratto è stato poi inviato all’IGNV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

Ma cosa c’è, esattamente, sepolto in quell’area?

Di sicuro ci sono idrocarburi e la loro presenza si percepisce sia per il forte odore che alla semplice vista, oltre a scarti di fonderia, derivanti con probabilità dalle industrie che costruiscono le navi. Ma per conoscere i dettagli bisogna aspettare i risultati delle analisi che sono ancora in corso. Il materiale presente nella zona risale con ogni probabilità agli anni Settanta e Ottanta, quindi i fascicoli che seguiranno le indagini sono “penalmente irrilevanti“, poiché è impossibile risalire a chi ha conferito lì materiale inquinante e quello che sta succedendo servirà per la bonifica.

C’è rischio di infiltrazioni di percolato (liquido che trae prevalentemente origine dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi, ndr) nella falda acquifera? 

Secondo il Corpo Forestale no, perché il terreno sul quale sono stati conferiti i rifiuti è argilloso, quindi impermeabile. Ci sarebbe il rischio solo se piovesse molto. Le amministrazioni, al momento, non ricoprono alcun ruolo; verranno in seguito informate e a loro spetterà il compito di messa in sicurezza e/o bonifica, laddove il proprietario della zona non potesse intervenire.

Il Comune di Spezia ha diramato a riguardo un comunicato stampa firmato dell’assessore Davide Natale.

” L‘Amministrazione comunale ha formalizzato, nei confronti del Corpo Forestale dello Stato e di Arpal, una richiesta al fine di essere informata, nei limiti del segreto istruttorio, sugli aspetti che possano comportare l’adozione di provvedimenti, da parte dell’Amministrazione stessa, a tutela della salute e dell’ambiente. Il nostro impegno – scrive l’assessore alla sostenibilità Natale – è di giungere alla definitiva chiarezza su quanto negli anni passati è accaduto sulla collina di Pitelli e come abbiamo già detto in altre occasioni, tutte le azioni che vanno in questa direzione vedranno il nostro pieno sostegno. L’Amministrazione continuerà le politiche volte alla bonifica e chiederà alla Regione Liguria, che ha competenza sulla bonifica in quanto Pitelli è territorio inserito nel S.I.R. , una particolare attenzione e collaborazione per risolvere definitivamente la questione“.

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