Pitelli, si scava nella collina dei veleni, miasmi insopportabili

LA SPEZIA- Si scava nella collina dei veleni. Sulla collina di Pitelli da due giorni le ruspe sono al lavoro: l’odore di idrocarburi, che è appena percepibile a Pagliari, nei pressi del cantiere (zona Campetto, anch’essa discarica) è insopportabile. Prende alla gola, toglie il respiro. Ci sono mucchi di terra, fosse profonde parecchi metri. Il paesaggio è surreale: a due passi dalla strada, in mezzo agli alberi, in uno dei posti più belli e più scempiati del comune spezzino ruspe e terra scura raccontano che forse  non è proprio tutto “così a posto” come vogliono farci credere. Perché si scava?
Forse si sta dando ascolto alla voce di qualche pentito o forse dell’addetto alla discarica del video di seguito linkato (YouTube) che indicava proprio  quella zona come “area fortemente compromessa“.

Non si sa, cosa ci sia di preciso nella collina dei veleni, nessuno ce l’ha mai veramente detto e ancora oggi si tende a negare, minimizzare, ridimensionare. “Non c’è stato disastro ambientale” ,”è tutto a posto“, “non è vero che qui la gente si ammala di cancro più che dalle altre parti” questo ci sentiamo dire da anni, ma intanto ora si sta scavando e non si respira. L’area è sottoposta a sequestro da parte del Corpo Forestale dello Stato.

Ci auguriamo che finalmente arrivino delle risposte su Pitelli, perché le rassicurazioni non bastano più e la popolazione spezzina ha il diritto di sapere cosa è successo a pochi km dal centro, a due passi dal mare, in un luogo che doveva ospitare verde pubblico e edilizia popolare e che è diventato uno dei siti più inquinati della Liguria e probabilmente dell’Italia intera. E che, nonostante un processo finito “a tarallucci e vino” e un declassamento da SIN (Sito d’Interesse Nazionale) a SIR (Sito d’Interesse Regionale) è ancora altamente inquinato.

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