Felettino: chiude il reparto di Oncologia, malati spostati in altri posti letto

LA SPEZIA– In questi giorni la ASL 5 ha predisposto la chiusura del reparto di Oncologia dell’ospedale Felettino; i malati verranno “smistati” nei posti letto di Medicina ordinaria. La motivazione: la ASL si sta organizzando per la prossima chiusura dell’Ospedale (nei primi mesi del prossimo anno dovrebbero iniziare i lavori di abbattimento della struttura, per lasciare posto, entro il 2017, alla nuova costruzione). La decisione ha scatenato, come inevitabile, malumori e polemiche: secondo Nicola Cecchini, segretario generale della CISL Funzione Pubblica era necessario aspettare che fossero completamente operativi gli Hospice di Via Fontevivo e degli ospedali San Bartolomeo (Sarzana) e San Nicolò (Levanto). Questa scelta, dice ancora Cecchini, è “inaccettabile” e lede la dignità del malato di cancro. Bastava aspettare.

Sul tema è arrivato in redazione un commento di un operatore ospedaliero che, dopo aver ricordato l’alto numero di cittadini spezzini del comune e della provincia affetti da tumori e malattie neoplastiche in genere, scrive che lo smantellamento del reparto oncologico del Felettino ha causato il “caos totale: infermieri senza direttive ed afflitti da una situazione straziante che li vede distaccarsi dal proprio lavoro quotidiano, dai propri pazienti sballottati in località non precisate (medicina?). Tutto questo con spregio della dignità dei pazienti, chi in fase terminale, chi vicino ad andarci“. Parole simili a quelle di Cecchini, sulle quali non si può non essere d’accordo. Tutto ciò, continua il nostro lettore, “nel silenzio assordante delle istituzioni locali“. Soprattutto la politica.

Crediamo che una persona che si sta spegnendo per un cancro abbia diritto a una morte dignitosa e che le persone che vedono la guarigione e per questa stanno lottando lo possano fare in maniera altrettanto dignitosa, in un reparto o un Hospice adeguati alla loro condizione, non “smistati” in altri reparti, magari allontanati da operatori sanitari di riferimento. E chiediamo: veramente non si poteva aspettare ancora un po’? C’era davvero tutta questa fretta?

L’intervento completo di Nicola Cecchini, tratto da www.cronaca4.it

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