Una sfida con se stesso. Claudio Pelizzeni: " Viaggiare il mondo senza aerei"

IN REDAZIONE  – Il giro del mondo senza mai salire su un aereo. In treno, pullman, nave mercantile o a piedi, l’importante è non volare. Una sfida con se stesso. La sta vivendo Claudio Pelizzeni e su facebook :www.facebook.com/triptherapy?fref=ts  e  www.triptherapy.net  ci sono le testimonianze in tempo reale di  un’ avventura straordinaria. Così anche su Travel Video Blog.  Ce lo spiega lo stesso intrepido viaggiatore: «Il giro del mondo senza aerei, con  un budget limitato e uno scomodo compagno di viaggio. Il diabete. Ce la farò?» Perché un uomo a soli 33 anni, decide di lasciare il suo lavoro sicuro in banca a Piacenza e si mette uno zaino in spalle? Non per una semplice vacanza come potremmo pensare facilmente come siamo abituati a fare .

«Dopo aver vissuto una vita che non mi è mai realmente appartenuta, fatta di lavoro, carriera e finanza, ho deciso di mollare tutto. Mi sono licenziato per coltivare la mia più autentica passione, per alimentare il fuoco che mi bruciava dentro». Quella di viaggiare. Il 4 maggio scorso, Claudio è partito da casa con la consapevolezza di curare il suo diabete di cui è affetto da 24 anni (diabete di tipo 1), dopo aver ricevuto dai medici curanti l’autorizzazione a partire. Una sfida anche per la scienza medica che potrà studiare gli effetti della sua patologia in “viaggio” e in condizioni di vita quotidiana, sociale e ambientale differenti.

Claudio fin dal 2004 vive la sua grande passione per i viaggi della serie “turista fai da te” e ci racconta come è iniziata: «Ho deciso di riappropriarmi delle culture, delle persone, delle distanze e dei confini, spostandomi via mare e via terra, fino a raggiungere la terra più lontana, l’Australia. E poi l’Africa. L’intero giro del mondo senza mai volere in aereo. Dieci anni fa mi sono laureato e solo tre giorni dopo ero già in viaggio per Sidney. Volevo fare un’esperienza di lavoro e di studio. Con me avevo due valigie di venticinque chili l’una, le ho lasciate in un deposito bagagli e sono ripartito con uno zaino che pesava solo 12 chili e ho fatto il giro per l’Australia. Un modo per entrare in contatto diretto con le culture coltivato come una passione sempre da solo. Sono stato in Asia, nel nord dell’America».

Ora che si trova lontano da casa lo si può vedere tramite il blog e su facebook che tiene aggiornato con foto e brevi racconti dei suoi spostamenti. L’alimentazione, la cura e le impressioni che vive visitando paesi lontani e così impegnativi, se uno sceglie di visitarli viaggiano su treni scomodi, senza nessun tipo di comfort. Ma il giovane piacentino non è un semplice appassionato di viaggi; tutto quello che fa ha un valore esistenziale molto più profondo: «Potrei anche fallire nel perseguire il mio obiettivo, ma mi auguro di arrivare alla meta finale conseguendo un miglioramento fisico e mentale. Il viaggio che sto facendo lo considero come come terapia per l’ anima e il corpo».

Claudio non è sposato né fidanzato e il lavoro in banca era da tempo che non gli dava più soddisfazione. Il suo impegno maggiore è stato quello di pianificare le tappe nei minimi dettagli: «Direzione est, verso il sorgere del sole: dopo un primo passaggio in Polonia. Da Pechino rotta verso sud-ovest fino al Tibet e Nepal e poi in India. Cercherò di attraversare l’Oceano Indiano per giungere sulle coste thailandesi. Mi dirigerò a nord per visitare tutto il sud est asiatico e scendere nuovamente a sud verso l’Indonesia. Infine nella speranza di trovare un passaggio barca sbarcherò in Australia alla volta di Sydney. Circa 48.000 km e 16 nazioni in 9 mesi. Arrivato in Australia inizierò a pianificare la traversata dell’Oceano Pacifico su un cargo mercantile per sbarcare sul continente americano. L’ultima tappa della mia avventura sarà l’Africa».

Non senza dimenticare che deve curarsi. «Un impegno molto serio anche per la mia salute. La preparazione ha compreso la cura per il diabete il tempo impiegato per preparare tutto nei minimi dettagli è durato sette mesi. Ho anche deciso di aprire un blog per condividere con tutti la mia esperienza, compreso la gestione della mia malattia. Con questa avventura voglio raccontare la mia vita, cosa accadrà durante la mia lontananza da casa. Andrò anche in India e in Nepal dove presterò attività di volontariato negli orfanotrofi. Una scelta che mi potrà aiutare in futuro se avrò dei figli miei».

Le foto lo ritraggano con un’espressione di soddisfazione per come sta vivendo ogni giorno le tante emozioni. La partenza da casa per Milano in treno, un pullman per Varsavia per poi proseguire con la ferrovia della Transiberiana. tre giorni chiuso in un treno per 77 ore, per oltre 5000 chilometri attraverso ben 5 diversi fusi orari. Giorni e notti in viaggio con il desiderio di realizzare un sogno e un antidoto alla vita di ogni giorno: «Una vita che non mi rendeva più felice – spiega Claudio – e quando ho preso questa decisione, i miei amici mi hanno sostenuto e mi hanno chiesto dei consigli su come affrontare dei viaggi così impegnativi. Quando tornerò potrò fare tesoro dell’esperienza, magari per dare informazioni e istruzioni per chi sceglie di fare dei viaggi a lunga distanza, che non siano solo delle vacanze comode e facili. Sul mio sito durante il viaggio cerco di pubblicare regolarmente notizie a riguardo. Se uno decide di viaggiare con un mezzo veloce come è l’aereo, non ha la possibilità di vedere nulla dal momento che parte a quando arriva a destinazione. Si priva di tante emozioni. La globalizzazione ha permesso molto ma è anche vero che io mi non ritrovo più i valori che io ho sempre amato».

Claudio Pelizzeni coniuga una sua idealità esistenziale molto particolare: lo spirito dell’avventura e della ricerca di senso attraverso il viaggio, la scoperta di valori ormai dimenticati e rivela di essersi ispirato ad una figura carismatica come Tiziano Terzani, il celebre giornalista e scrittore dedito ad un particolare interesse nell’ambito della periegesi, termine con cui si intende quel filone storiografico che si prefigge grazie ad un itinerario geografico, di raccoglie notizie storiche su popoli, persone e località, verificate, per quanto possibile, dall’esperienza personale. Il 3 giugno scorso l’intrepido “navigatore senza ali” scrive sulla sua pagina facebook: «Vi porto a fare un giro per Ping Yao, città ancora perfettamente conservata dell’antica Cina. Da questo video in poi cercherò di raccontarvi meglio come vivo questo meraviglioso sogno. Le strade antiche, bellissime, fanno da cornice. Arrivato a Xi’an!! In trepida attesa per vedere domani i famosi#guerrieriditerracotta! Il viaggio è stato bestiale, ma divertentissimo in terza classe con i cinesi che mi dormivano addosso, sotto i piedi e mi scattavano foto! La città di Xi’an non è un granché, ma il cibo è ancora una volta strepitoso. Questa stasera zuppa di wonton con i gamberi!».

Oltre che portare a conoscenza dei quasi tremila  fan (solo su facebook) le scoperte giorno per giorno, di città, luoghi, abitudini di vita, cultura e gastronomia, Claudio dedica spazio anche al diabete e a come affronta la sua cura da nomade itinerante. Anche sul sito www.diabete.com Claudio informa i lettori del suo viaggio dove spiega come gestisce ogni giorno i controlli per la glicemia. Prima di partire si è rivolto ai medici per gli accertamenti sanitari e le istruzioni del caso per la cura. «Sono seguito dal diabetologo Stefano Genovese dell’ospedale Multimedica di Milano e dalla nutrizionista Alessandra Bosetti dell’ospedale Sacco per la dieta e l’analisi nutrizionale. In Mongolia ad esempio mancano quasi del tutto i carboidrati». Dalla Siberia alla Mongolia dove ha dormito nelle tende utilizzate dai pastori nomadi, passeggiate a cavallo e trekking. Vita salutare per tenere sotto controllo il diabete.

«In Italia ci sono da 3 a 5 milioni di pazienti affetti da diabete mellito, anche il nostro Paese si è dotato di un Piano nazionale sul diabete (PDN) sollecitato dal Parlamento europeo e assegna al paziente il ruolo di “gestore” della propria condizione di diabetico – spiega il dottor Paolo Emilio Marchetto responsabile del Servizio di diabetologia dell’Ospedale di Merano – e la definizione corretta proviene dal greco antico diabete riferendosi al glucosio che passa attraverso i reni nell’urina, e mellito che vuol dire miele, quindi dolce. Nei tempi antichi era la malattia delle urine dolci». Intanto Claudio prosegue il viaggio e visita paese dopo paese scrivendo: «In questo momento ho raggiunto la regione del Sichuan, nella parte meridionale della Cina, alle porte del Tibet. Fino al 18 giugno circa, ovvero quando riuscirà ad entrare via terra in Nepal non potrà più connettermi a parte rarissime occasioni! Tuttavia dovrei riuscire ad aggiornare il blog www.triptherapy.net e, grazie ad instagram, pubblicare le foto dei miei 1000 giorni felici in giro per il mondo senza aerei». Viene voglia di imitarlo se non invidiarlo per il coraggio dimostrato nell’affrontare non solo un viaggio geografico quanto un esame  che gli permette di sentire dentro di lui cosa significa essere liberi.

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