Falde acquifere al Felettino: mezzo milione in più per la nuova Radioterapia

LA SPEZIA– C’è un progetto, di cui si parla da anni, in città e che ritorna alla ribalta ogni volta che ci sono le elezioni, è il progetto che aspira a essere una sorta di fiore all’occhiello dell’Amministrazione Federici, ed è quello del nuovo ospedale del Felettino. Quando l’Amministrazione Comunale e quella Regionale ne parlano, usano sempre toni trionfalistici: “sarà una grande opera, sarà un ospedale meraviglioso” e così via. Qualche mese fa, esattamente il 15 febbraio, sindaco, assessori regionali, governatore della Liguria e direzione generale della ASL celebrarono in pompa magna la posa della prima pietra del nuovo reparto di Radioterapia (articolo). Oggi, sul quotidiano “Il Secolo XIX” in un articolo, firmato da Silvia Collecchia, si legge che ci sarà una “variante” al progetto originale. Il motivo? La presenza di falde acquifere proprio nel posto in cui sorgerà il bunker. Cosa comporta questo? Soprattutto un aumento delle spese del 17%. Infatti, ai 4 milioni e passa già stanziati, si devono aggiungere 550mila euro.

Cose che succedono, si potrebbe dire… certo un po’ d’attenzione in più non guasterebbe, ma può capitare di sbagliare. Ma il problema è che Comune, Asl e Regione avrebbero dovuto saperlo, perché nell’agosto del 2012 il Comitato Pro-Felettino lo aveva già detto. E lo aveva detto attraverso una relazione dell’ingegner Vassili Pietrini, in cui si legge ” A seguito di sopralluogo ho potuto verificare la presenza di una falda acquifera, presumibilmente freatica, posta ad una profondità di circa 7-8 mt. dal’attuale piano di campagna. Tale constatazione risulta evidente sia dalla presenza di n°3 pozzi esistenti sia dalla misurazione effettuata del livello dell’acqua presente nei pozzi piezometrici di  sondaggio realizzati nell’area dove è prevista l’edificazione del reparto radioterapico. Dalle tavole progettuali in mio possesso è possibile rilevare come il fabbricato del Reparto radioterapico, avente una altezza pari a circa 15 mt., si sviluppa prevalentemente al di sotto del piano di campagna con solo il fronte verso l’ospedale interamente fuori terra; ciò porterebbe, nell’attuale posizione, quasi sicuramente ad interferire con la falda acquifera presente, che come esposto si trova a meno di 10 mt. dal p.d.c.“.

Non è bello dire noi l’avevamo detto” commenta oggi il Comitato “ma in effetti lo abbiamo detto più volte al Comune; purtroppo però siamo rimasti sempre inascoltati“. E la perizia? “Probabilmente non è stata letta”, ci rispondono. Probabilmente  il Comitato è considerato parte dei “professionisti del no“, come il sindaco Federici ha recentemente definito i suoi contestatori. Ma l’ingegner Pietrini non ha mai detto “no al reparto“, bensì ha suggerito una variante di progetto; scrive infatti “Considerate le osservazioni sopra esposte, lo scrivente ingegnere condivide ed approva la conclusione espressa dal Comitato, che propone una traslazione dell’edificio “Radioterapia” di 15-20 mt. verso ovest […]“, specificando che tale soluzione porterebbe “alla salvaguardia della falda acquifera“.

Bastava leggere e ascoltare i cittadini, insomma. Pratica non in uso.

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