Venezia, terremoto giudiziario in Laguna: arrestato il sindaco Orsoni

VENEZIA– Dopo Milano, Venezia; dopo l’Expo, il Mose  (MOdulo Sperimentale Eettromeccanico), la grande opera, il cui progetto definitivo risale al 2002 e che dovrebbe difendere Venezia dall’acqua alta. I magistrati veneti da tre anni indagavano su un giro di tangenti, fondi neri e false fatture. Così,  ieri è scoppiato il caso: ben 35 arresti, il più clamoroso dei quali è quello del sindaco della città, Giorgio Orsoni, PD, finito agli arresti domiciliari. Ma il suo non è l’unico nome importante: infatti la Guardia di Finanza ha fatto scattare le manette anche per l’ex manager della Mantovani, Piergiorgio Baita, l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati, l’attuale assessore regionale alle infrastrutture, Renato Chisso (Fi), il generale in pensione della Gdf Emilio Spaziante, gli ex presidenti del Magistrato alle Acque (emanazione del Ministero dei lavori pubblici) Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Pivai. Ed è stato chiesto l’arresto anche per Giancarlo Galan, ex Governatore della Regione Veneto, ex ministro, attualmente parlamentare. I magistrati hanno inoltre disposto il sequestro di beni nella disponibilità degli indagati per 40 milioni.

Le accuse.

Le 25 persone finite in carcere e le 10 ai domiciliari sono accusate, a vario titolo, dei reati di corruzione, finanziamento illecito ai partiti, frode fiscale. A loro si aggiunge un “esercito” di 100 indagati: funzionari pubblici, addetti alle segreterie dei politici, imprenditori grandi e piccoli, dipendenti di aziende e coop che accedevano alla “spartizione” degli appalti del Mose accettando il gioco dei fondi neri e delle fatture gonfiate, per pagare politici di centrodestra e centrosinistra. Un sistema del quale, secondo i pm del pool della Dda di Venezia – Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonini – era un “grande burattinaio” l’ex capo del Cvn, l’8oenne Giovanni Mazzacurati, che dopo aver ottenuto i domiciliari aveva raccontato tutto alla Procura.

Alcuni numeri.

11o.ooo euro: i soldi che, secondo le accuse, avrebbe ricevuto, da false fatturazioni, il sindaco Orsoni.
711 le pagine di ordinanza.
20 milioni di euro: i fondi creati dalla Mantovani.
25 milioni di euro: il totale delle false fatture
400.ooo euro: lo “stipendio” assicurato all’ex Magistrato della Corte dei Conti Vittorio Giuseppone per “compiere atti contrari ai suoi doveri“.
5 miliardi di euro: la spesa prevista per il Mose

Questa è una vicenda che dimostra, per l’ennesima volta, i rischi legati alle cosiddette grandi opere, che si rivelano essere principalmente eventi attira-soldi, in cui il senso dell’opera stessa finisce irrimediabilmente all’ultimo posto.

www.ansa.it

www.wikipedia.org/MOSE 

A che punto è il Mose? www.wired.it

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