Piazza Verdi, Massimo Baldino risponde alla lettera del sindaco ai cittadini

LA SPEZIA– Riceviamo e pubblichiamo, dal portavoce del Comitato Piazza Verdi, una risposta alla lettera del sindaco Massimo Federici apparsa in data 4 giugno su alcuni giornali. (la lettera)

 Egregio Dottor Federici,
rispondo solo ora alla sua lettera pubblicata in data 4 Giugno su tutti i maggiori quotidiani, perché ho voluto meditare molto attentamente il senso delle Sue parole, nella speranza di trovarvi risposte positive da fornirLe. Parole che non Le sembrassero irriverenti o polemiche, visto che  da molte parti si è  sempre tentato di “etichettare” così il “Comitato Piazza Verdi” che sono orgoglioso di rappresentare. Un comitato composto, Signor Sindaco da gente onesta e lavoratrice. Un Comitato molto variegato sia come estrazione sociale che come simpatie politiche, unito solo dal profondo amore verso la propria città, la trasparenza e l’uso della legalità. Non giustizialismo, signor Sindaco, ma semplicemente il rispetto di quelle leggi che dovrebbero consentire ad ognuno di poter vivere rispettando i luoghi, le idee, e il diritto alla partecipazione democratica alle scelte importanti inerenti la propria città. Dunque mi sono chiesto,  in quanto firmatario dell’esposto-denuncia (e non è il primo) da Lei citato nella sua lettera, se questa mia azione fosse dettata da un qualche risentimento personale verso di Lei o verso la sua giunta.  Da un senso di vendetta per l’ignobile ( a mio avviso) metodo usato per imporre a tutti la volontà di pochi, il giorno della eliminazione del filare storico di Piazza Verdi. Insomma da una qualche latente forma di rivalsa. Dunque, in tutta onestà e in piena coscienza Le posso tranquillamente rispondere che così non è. Si parlerà di quella azione, nei tempi e nelle sedi appropriate, ma non oggi e non qui. L’esposto-denuncia  presentato ai Carabinieri l’altro giorno dal sottoscritto e dalla Dottoressa Serena Spinato, responsabile della sezione spezzina di Italia Nostra (interpellata e informata in mia presenza dalla signora), ha un’altra valenza e altre motivazioni.  Cosa potevamo fare secondo Lei dopo che con un decreto cautelare del Consiglio di Stato davanti ai nostri occhi si pretendeva di continuare a lavorare come se nulla fosse successo?  Decine e decine di persone hanno veduto le ruspe violare più volte l’area di cantiere centrale, transennata malamente perché non isolata in alcun modo dal resto dell’immobile. Transenne che, peraltro, non rispettano affatto quella che era la condizione prescrittiva intimata a suo tempo dalla Direzione regionale e dalla Soprintendenza degli oltre sette metri dal centro dell’aiuola.

Prescrizioni nuovamente in essere, data la sospensione della sentenza del TAR dello scorso 19 Maggio. Molti cittadini sono più volte dovuti intervenire per fermare l’azione degli escavatori  nel corso della  giornata. Persino una gentilissima signora che mi pregio di citare, avvocato di Cassazione presso il Foro di Milano, che transitava dalla piazza per caso, la dottoressa Maria Luisa Galbiati, ci ha chiesto di poter prendere visione del Decreto del Consiglio di Stato e ha reputato il comportamento di coloro che stavano operando nel cantiere “indifendibile“. Ha chiesto e ottenuto di poter interloquire sia con l’assessore ai lavori pubblici Corrado Mori che con l’ingegner Canneti, in quel momento sul luogo delle operazioni.Entrambi sono stati nelle loro risposte evasivi e determinati a continuare nella loro azione. Dunque cosa deve fare un buon cittadino che ama la legalità e in quel momento crede la si stia platealmente violando se non presentare un regolare esposto ai Carabinieri ? Non mi sono ovviamente limitato a ciò e ho segnalato, insieme a molte altre persone, le presunte violazioni anche ad altri organi competenti per gli accertamenti del caso.

Mi spiace  Signor Sindaco che Ella si senta un perseguitato, perché così assolutamente non è.  Almeno per quanto “mi” e “ci” riguarda. Si dimostri più aperto verso le proposte dei suoi cittadini. Anche quelli che come noi evidentemente Ella non ama. Cerchi di capire, prima  di giudicare, il senso di questa nostra a volte rumorosa protesta. Si sforzi di credere che nella nostra azione non c’è nessun tentativo di delegittimarLa, né tantomeno di ledere l’immagine della nostra città, ma solo un immenso amore per La Spezia, i suoi luoghi e la sua storia. Cerchi infine di rispettare dall’alto dell’immenso potere che la Costituzione Le assegna, chi tutto quel potere non lo ha e deve sudarsi mattone dopo mattone, quel po’ di giustizia  che anche un provvedimento come l’ultimo del Consiglio di Stato rappresenta. La garanzia che su Piazza Verdi non avvengano ancora “danni gravi e irreparabili“. Si immedesimi dunque nel nostro stato d’animo. Nel vedere quel provvedimento arrogantemente infranto dai vostri funzionari che non vogliono udir  ragioni né argomenti. Ci provi, signor Sindaco, e forse capirà il perché di molti nostri comportamenti. Di un’ ultima cosa vorrei pregarLa. La smetta di etichettarci come residuati di una borghesia retrodatata e radical-chic. Personalmente faccio l’operaio. Lavoro dieci ore al giorno e mi creda, l’ultima cosa che davvero nella vita vorrei è passare il resto della mia giornata a scriverLe e a litigare con Lei e gli altri Signori Amministratori.

Non so se, o quanti giornali avranno il coraggio, o riterranno opportuno, di pubblicare questa mia lettera. La Sua ha avuto (come è ovvio e giusto che sia)  ampio risalto. La mia forse no, ma spero ugualmente che Lei abbia il tempo di leggerla e magari di meditarci un po’ su.

Con immutata simpatia.

Massimo Baldino Caratozzolo – Comitato Piazza Verdi

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