Un ricordo di Massimo Troisi: il grande attore napoletano moriva 20 anni fa

LA SPEZIA–  Era il 4 giugno del 1994. A Ostia moriva Massimo Troisi: aveva appena 41 anni e  se lo portò via il suo cuore malato nel sonno, a casa della sorella. Il giorno prima aveva ultimato le riprese del film “Il Postino” del quale non curò la regia. Malato da anni, già operato, aveva subito un riacutizzarsi della malattia e la sua sofferenza traspare dalle scene del film. Lavorava a rilento, Troisi sul set, facendosi ogni tanto sostituire dalle controfigure, con la paura che il suo “cuore traditore” lo abbandonasse da un momento all’altro (www.corriere.it).

Troisi era entrato nelle case degli italiani attraverso la tv, negli anni Settanta, con il gruppo La Smorfia, assieme a Lello Arena e Enzo Decaro. Comprendere quello che diceva, soprattutto all’inizio, era quasi impossibile, ma  la sua napoletanissima mimica compensava: faceva ridere ugualmente e alcune dei suoi duetti con Arena sono entrati nella storia. E’ stato attore, regista e sceneggiatore. E oggi, a distanza di 20 anni, la sua assenza è ancora fortissima. Manca, Troisi. Mancano la sua leggera ironia, la sua comicità mai volgare, mai urlata, mancano la sua riservatezza, la sua educazione, il suo non essere mai al centro di polemiche. Nel ricordo di Roberto Benigni, con il quale girò l’indimenticabile “Non ci resta che piangere”, Massimo Troisi è un napoletano che non gli ha mai “preparato la pizza” né “suonato il mandolino“.

Lo vogliamo ricordare, in questo 4 giugno, con una delle scene più poetiche e commoventi che abbia mai girato.

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