#fuoridalportodellenebbie, LaSpeziaOggi lancia la campagna per la legalità e la trasparenza

LA SPEZIA– Mettere la testa sotto la sabbia non serve a niente. Prendiamo atto che La Spezia viene considerata ad alto rischio di infiltrazioni mafiose dal rapporto 2012 della Fondazione Caponnetto e che in città in pochi sembrano rendersi conto di quali rischi s’incontrino con una gestione opaca degli enti pubblici locali. (www.antoninocaponnetto.org)
L’opacità amministrativa crea una subcultura che può a certe condizioni favorire, anche se non le infiltrazioni mafiose, quanto meno comportamenti di illegittimità e illegalità D’altronde la definizione ufficiale del fenomento mafioso è: “Una subcultura locale non necessariamente collegata a manifestazioni delinquenziali, oppure una modalità di esercizio del potere, o anche un’attitudine alla corruzione politica e/o affaristica” ( Alla voce Mafia: Enciclopedia delle Scienze Sociali -1996).
A La Spezia si fa un’enorme fatica a prender visione dei progetti pubblici; ad esempio il Comune non condivide on line gli atti che riguardano appalti, progetti e delibere di spesa. Documenti che secondo la Civit, l’Autorità nazionale anticorruzione diretta dal giudice anticamorra Raffaele Cantone, i Comuni devono diffondere in rete con tanto di consuntivo finale di spesa dettagliato per singole voci. Abbiamo visionato il sito del Comune della Spezia ma non abbiamo trovato alcun consuntivo dettagliato. La trasparenza è fondamentale per il controllo della legalità nella Pubblica Amministrazione, così come lo è la rotazione dei dirigenti. Per quanto riguarda lo specifico problema della rotazione del personale dirigenziale, addetto alle aree a più elevato rischio di corruzione (ad esempio il settore lavori pubblici), la Civit indica che “la durata dell’incarico (del dirigente) deve essere fissata al limite minimo legale”: la durata è di tre anni. A La Spezia vi sono alti dirigenti nello stesso posto e stesso settore da oltre vent’anni, e ad ogni tentativo di far rispettare la legge anticorruzione si assiste ad una vera e propria sollevazione.
In Sicilia il governatore Crocetta, avendo tra le sue priorità la trasparenza e il rispetto della legalità, ha deliberato, tra i suoi primi atti, la rotazione generale dei dirigenti. Per altro, alla luce della definizione larga di fenomeno mafioso sopra riportata, non possiamo dimenticare come i dati ufficiali dimostrino che la mafia non è solo al Sud, e gli indicatori dei rapporti della Dia lo dicono chiaramente. In Liguria e anche nella nostra Provincia, quello delle infiltrazioni mafiose ormai è un problema serio. Tutti i giorni leggiamo sui giornali, di inchieste al Nord per corruzione e infiltrazione mafiosa:  è  notizia di oggi (4 giugno 2014), l’arresto del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ed altri politici e funzionari (richiesta d’arresto anche per l’ex Governatore del Veneto Giancarlo Galan) a seguito dell’inchiesta sul Mose. Ecco quindi che custodire la legalità, chiedendo che le normative su trasparenza e anticorruzione vengano rispettate, è il presupposto fondamentale per tutelarci anche dalle possibili ed eventuali infiltrazioni della malavita organizzata (mafia o altro) nelle istituzioni pubbliche, ma anche nel tessuto socio economico locali.
Occorre tener alta la guardia e seguire la strada indicata dalla Fondazione Caponnetto che raccomanda: “È necessario reagire a questa situazione affrontando il problema come cittadini, come classe politica e come magistratura evitando i gravi errori di sottovalutazione degli anni scorsi. Per evitare ciò e non scoprire in ritardo di essere circondati dai mafiosi, occorre farsi cinque domande: chi è? Cosa fa? Da dove prende i soldi? Da dove viene? Di chi si circonda? In questo modo si riducono i rischi di infiltrazione mafiosa.”
Ecco chi alla Spezia ha aderito al nostro appello, mettendoci la faccia, #fuoridalportodellenebbie, #aspeziadecidoanch’io. L’elenco sarà aggiornato settimanalmente.
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