La bonifica dimenticata, cosa c'é davvero sotto il Porto Mirabello?

LA SPEZIA – Il Porto Mirabello è stato realizzato nel 2010 e come  era già noto all’epoca della sua progettazione, il progetto insisteva su un tratto di mare che rientrava e rientra nella perimetrazione del sito di bonifica di Pitelli. Abbiamo cercato di capire se prima della realizzazione del Porto quel tratto di mare sia stato bonificato. Come è noto la attuale normativa prevede che nel caso di escavazione dei fondali marini, in tratti ufficialmente inquinati, occorre presentare insieme con il progetto di dragaggio anche uno per la bonifica.

Quando venne realizzato il Porto Mirabello il sito di bonifica di Pitelli era ancora di interesse nazionale e quindi la procedura prevedeva che i progetti di bonifica dovessero essere presentati al ministero dell’Ambiente che li approvava previa conferenza dei servizi istruttoria e poi decisoria a cui partecipano tra gli altri anche tutti gli enti pubblici rilevanti nel nostro territorio: Comune, Provincia, Regione, Autorità Portuale, Asl, Arpal.

Ci siamo rivolti  a questi enti per visionare la documentazione che comprovasse la avvenuta bonifica del tratto di mare interessato, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta precisa tanto meno la possibilità di visionare le carte.  Sul sito del Porto Mirabello ( www.portomirabello.it/societa/la-storia/) risulta una dichiarazione generica che attesta come i lavori di bonifica sarebbero stati avviati nel 2007, cioè tre anni prima della inaugurazione.  Che sia vero?

Va ricordato che il tratto di mare all’interno del quale rientra anche il porto Mirabello risulta, secondo le mappe della caratterizzazione della parte a mare del sito di Pitelli, tra quella rilevante l’inquinamento. 

A questo punto è d’obbligo chiedere  a tutte le autorità coinvolte in questa vicenda la documentazione relativa all’indagine preliminare sui livello di concentrazioni soglia di contaminazione degli inquinanti (CSC). L’analisi del rischio che dimostra il non superamento delle concentrazioni soglia di rischio (CSR).

L’analisi del rischio rileva il superamento dei CSR: quindi progetto di bonifica o di messa in sicurezza e relativi atti di approvazione. La certificazione avvenuta bonifica e/o messa in sicurezza.

Questo nell’ esercizio di un diritto di informazione a tutti i cittadini su una attività dovuta per legge e che riguarda la tutela dell’ambiente del nostro golfo e la salute dei cittadini che lo frequentano e lo vivono. Oppure dobbiamo pensare che è stato ignorato anche quanto scritto dal ministero dell’Ambiente che in data 9 luglio 2012 imponeva alla società ITN che gestiva appunto il porticciolo di procedere alla bonifica entro 60 giorni?

La raccomandata inviata in quella data alla società ITN è stata inviata a tutti gli Enti coinvolti quali Autorità Portuale, Comune, Provincia, Regione, ASL, Arpal, e se non fosse stato rispettato il termine dei 60 giorni la Regione era autorizzata a escutere la fideiussione della società e procedere. In questo caso sarebbe un fatto estremamente grave. Ci auguriamo che non sia così. La speranza è  quella di ricevere dei chiarimenti in merito nel più breve tempo possibile.

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