Anche la Cavallerizza di Torino occupata.

TORINO– La Cavallerizza è un luogo speciale di Torino: dentro il cuore della città, la trovi subito svoltata via Po all’altezza di Via Verdi. Sono spazi enormi, storici, settecenteschi, un tempo adibiti a maneggi, stalle con tanto di giardini reali e locali per le residenze sabaude. Una convenzione tra Comune e Teatro Stabile portò qua il teatro, cioè la festa, la rinascita, la comunità, l’incontro dell’arte più antica con i giovani che studiano a due passi da qua, all’Ateneo torinese, alla Facoltà di Lettere a poche decine di metri o all’Accademia di Belle Arti, giusto nella strada di fronte. Il teatro della Cavallerizza con la sua speciale programmazione, era vissuto come un luogo prezioso della ricerca, mantenendo la bellezza dell’imponenza dei suoi edifici, e la memoria di un luogo vissuto come un vero “villaggio” dentro la città. Con tanto di Circolo dei beni demaniali. Il Teatro dopo un braccio di ferro con il Comune  (la questione girava intorno agli eccessivi oneri di ristrutturazione per una loro messa in sicurezza), ha deciso di gettare la spugna e abbandonare la Cavallerizza Reale al suo destino. Capitava esattamente nel momento in cui il Comune aveva soppresso il fondo destinato allo Stabile che di conseguenza (anche si dice, per mantenere il proprio organico) ha rinunciato alla sala smantellando palco e insonorizzazione.

Come sono oggi i locali è sotto gli occhi di tutto. Un brutale abbandono. E per fortuna c’è chi non ci sta alle logiche che stanno imperando da qualche tempo: la svendita attraverso una cartolarizzazione da parte del Comune. Potrebbero venirci appartamenti di lusso, un centro commerciale, forse l’ennesimo parcheggio, residenze di lusso di qualche banca…chissà…E così nasce Assemblea cavallerizza 14:45 contro la svendita e l’abbandono dei beni pubblici. La composizione del gruppo di occupanti è variegata, ci sono lavoratori dello spettacolo, studenti, intellettuali, persone comuni che hanno a cuore questa parte storica della città. Ed è nelle loro mani il destino di questa splendida area che ha avuto come ultima, una identità teatrale molto importante. Intanto ci sono iniziative, laboratori, spettacoli, eventi, incontri. Il programma alla pagina facebook di Assemblea 14:45

Queste le intenzioni degli occupanti che riportiamo così come le riceviamo, nella bellezza delle loro parole. Perché le utopie ancora vivono (per fortuna):

La Cavallerizza è un bene pubblico, vogliamo che resti tale, accessibile a tutti, utile per la città e per chi la abita. La riflessione sul suo incerto destino ci interessa, ci riguarda e ha fatto nascere in noi il desiderio di immaginare dal basso un futuro diverso dall’abbandono, dalla svendita, dalla privatizzazione. Non vogliamo diventi un albergo, un condominio di lusso, un parcheggio, o una qualunque altra posto di cui non abbiamo bisogno e in cui non possiamo entrare perché destinato a pochi.
Pensiamo la Cavallerizza come un laboratorio, un luogo fisico e mentale per riappropriarsi di una partecipazione attiva collettiva e dal basso alla vita della città. Immaginare insieme come abitare un luogo, questo luogo, e come dargli nuova vita è un modo alternativo di pensare all’importanza di un bene comune, di un bene culturale, ad una riappropriazione condivisa e creativa degli spazi cittadini.
L’orologio della Cavallerizza è fermo alle 14.45. Facciamolo ripartire insieme.

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