Alberi: il problema riguarda l'Italia da Nord a Sud

LA SPEZIA–  Lo scorso 30 aprile, sul quotidiano La Repubblica, è uscito un articolo, firmato da Paolo Casicci, intitolato “Troppi tagli selvaggi. La battaglia per salvare gli alberi delle città“. Gli ambientalisti, scrive Casicci, lanciano un grido di allarme; sotto accusa non tanto (e non solo) la cementificazione selvaggia, quanto l’inesperienza di migliaia di operatori comunali, che potano male (o al momento sbagliato) gli alberi. Un’errata potatura è una vera e propria condanna a morte per gli alberi. Il fenomeno riguarda l’Italia intera e la rete è piena di queste segnalazioni. Da Nord a Sud si assiste a un fiorire di Comitati pro-alberi, che condannano gli scempi ambientali perpetrati dalle Amministrazioni comunali che, per “ragioni di sicurezza” non esitano a metter mano alle motoseghe. Spariscono così platani, pioppi, pini, olivi, palme, abeti e tanti altri tipi di alberi. Spesso al loro posto restano monconi di tronchi o buche (probabilmente più pericolose degli alberi stessi, a volte sorgono palazzi, città, “installazioni artistiche” di dubbio gusto.

Un caso che appare piuttosto emblematico è messo in risalto dal gruppo Facebook Comitato per la difesa ecologica di Baranzate, dove vengono mostrate immagini di alberi tagliati per far posto a strade in vista dell’Expo di Milano 2015. Decine e decine di alberi, sanissimi, abbattuti in nome di un evento che riporta come slogan “Nutrire il pianeta“. Curioso che per nutrire il pianeta si debba passare attraverso la morte di alberi che purificano l’aria riducendo l’inquinamento, che fanno da barriera anti-rumore e  abbelliscono strade e piazze, tingendo di verde, rosso, rosa, bianco e altri mille colori il grigio delle nostre città.

Spesso le proteste di comitati e ambientalisti non portano ad alcun risultato: gli appelli cadono nel vuoto, prima della cura del verde pubblico vengono altre questioni, le casse comunali piangono e i soldi vengono dirottati su cose che appaiono più importanti. Sarebbe importante che gli Amministratori comprendessero l’importanza della cura di alberi, piante, parchi e giardini. Non possiamo pretendere di “aprirci al futuro“, come dicono sempre sindaci, assessori, dirigenti vivendo in un presente sempre meno verde, sempre più grigio, inquinato e cementificato.

 

 

 

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