Intervista al neodeputato europeo Brando Benifei: dal fiscal compact, alla formazione, alle istituzioni spezzine

LA SPEZIA– Brando Benifei, classe 1986, neo-parlamentare europeo, ha preso oltre 39mila preferenze. Dopo un passato di amministratore locale, è ora pronto per il grande passo in Europa. Lo abbiamo intervistato: ci ha parlato di economia, ambiente, formazione e trasparenza.

1)      Cosa pensa del Fiscal Compact e del pareggio di bilancio che ci è stato imposto?
Penso che nel 2011 il Governo Berlusconi ci ha messo alle corde e ha accettato una cosa inaccettabile e cioè il Fiscal Compact nella forma in cui è stato contrattato dall’Italia, che impone dei ritmi di rientro dal nostro debito pubblico insostenibili (e lo dico da giovane) per una generazione che non può pagare per dieci anni dei costi sociali mostruosi per rientrare da un debito fatto negli anni passati e di cui io ho una responsabilità limitata. Abbiamo siglato un contratto capestro, un trattato internazionale, il Fiscal Compact non c’entra nulla con  le competenze dell’Unione Europea, e oltretutto Berlusconi si vergognava di questa cosa, di questa porcheria e aveva fatto scrivere a  Draghi, che tanto non aveva bisogno di consenso, una lettera in cui chiedeva di sottostare a questo Fiscal Compact. Poi il Parlamento l’ha votato all’unanimità, perché i grillini al tempo non c’erano perché loro non l’avrebbero votato, ma tanto loro non votano nulla. Abbiamo votato anche noi, dopo che c’è stato l’accordo tra più Stati sovrani, perché era stato preso un impegno e andava rispettato. Il problema è che non andava preso, quest’impegno, ma purtroppo il PSE e le forze di sinistra non hanno una maggioranza autonoma, al Parlamento europeo.

 2)      L’Italia è l’unico Paese dell’Europa che non cresce. Pensa che possa progredire e uscire dalla crisi economica con questo vincolo del Fiscal Compact?
Il PSE, con queste elezioni e la crescita delle forze di sinistra, si è rafforzato e speriamo che vi siano i margini per ricontrattarlo, perché così com’è formulato non è sostenibile, è un rientro dal debito esagerato. Noi abbiamo bisogno di più tempo e di più margini per la crescita. Dall’altra parte, però, dobbiamo accettare un controllo più rigido e stringente dei bilanci, perché la Grecia ha avuto enormi problemi e la cura che le è stata imposta era peggio dei mali. La situazione della Grecia è peggiorata. Ma, per renderci conto dell’ambiente in cui ci muoviamo, dobbiamo ricordarci che il Governo di centrodestra greco aveva truccato i conti. Il contesto è quello di un’europa dove c’è sfiducia tra i Paesi. Per poter rientrare più velocemente dal debito dobbiamo, a mio parere, accettare che vi sia un maggior reciproco controllo dei bilanci.

3)      Come pensa si possa eliminare la “prospettiva greca” per l’Italia?
Io credo che l’Italia debba pretendere di imporre un cambio di marcia su diversi aspetti. Io credo, e lo dico da Amministratore locale, che si debba procedere alla riforma del patto di stabilità, perché noi abbiamo un patto di stabilità che impone un rapporto tra il deficit e il PIL annuale massimo del 3% , che è un vincolo nato 20 anni fa, in un momento storico diverso; è ora qualcosa di molto obsoleto e ora va assolutamente riformato. E su questo Matteo Renzi si sta impegnando, come Presidente del Consiglio, ma abbiamo bisogno del nuovo Parlamento europeo e di una nuova commissione, spero il più possibile orientata a sinistra, che possa incidere il più possibile su questo patto di stabilità. Soprattutto distinguendo le spese per gli investimenti produttivi, quelli che realizzano movimento dell’economia, creazione di posti di lavoro, dalla spesa corrente, dalla spesa morta, cioè dalla spesa per il funzionamento generale degli enti dello Stato.

4)      Ci può fare qualche esempio?
Le spese per contrastare il dissesto idrogeologico, grande tema della nostra Regione e della nostra Provincia, le spese per le infrastrutture, le spese per  lo sviluppo sostenibile, per creare economia verde, incentivando l’utilizzo delle fonti rinnovabili, la messa in sicurezza degli edifici pubblici, (abbiamo ancora scuole che non sono a norma, in questo Paese)… su questi temi che generano sviluppo, lavoro, economia e allo stesso tempo realizzano cose positive per la crescita economica, ci deve essere una corsia preferenziale. Non possiamo permettere che queste operazioni siano penalizzate per via di una disciplina stringente. Questa è la battaglia più importante che ci aspetta nei prossimi sei mesi.

5)      I giovani italiani vanno all’estero per svolgere occupazioni professionali e trovare stabilità, mentre qui sono sottopagati o restano precari a vita. Come risolvere il problema?
Abbiamo sicuramente bisogno di riformare il mercato del lavoro italiano, ma non seguendo un modello che si è dimostrato fallimentare negli ultimi venti anni, cioè l’idea che più flessibilità voglia dire più lavoro. L’Italia ha un mercato fin troppo flessibile, noi abbiamo bisogno di creare reti di sicurezza, di formazione, di recupero per chi viene espulso dal mondo del lavoro. Penso soprattutto al caso dei cinquantenni che rimangono senza lavoro e che hanno difficoltà a trovarne un altro per via dell’età, ma che sono ancora lontani dalla pensione. Io mi sono occupato in questi anni di una proposta che si chiama “Garanzia giovani”, ho rappresentato il PD nel gruppo di lavoro dei Socialisti Europei, che ne ha scritto la prima versione. La Commissione di Barroso, la Commissione della destra, ne ha attuato una versione ridotta, limitata, con meno risorse. Speriamo ora di poterla espandere, ma anche in questa versione ridotta esiste un provvedimento per contrastare la disoccupazione giovanile e in particolare un tipo di disoccupazione particolarmente problematica, di quei giovani che non solo non lavorano, ma non cercano neppure, i non attivi, quelli che stanno a casa, che ora vivranno qualche anno con la pensione dei nonni, ma poi questa situazione finirà e rischiano di essere un’ermegenza sociale veramente problematica. “Garanzia giovani” si occupa proprio di questo, di creare un reinserimento dei giovani che per vari motivi sono usciti e non riescono a rientrare, per evitare che vadano incontro a problematiche psicologiche, che si avvicinino al gioco. Io mi impegnerò molto su questo tema. Sono stato il primo candidato del collegio Nord Ovest a firmare l’appello di Riparte il Futuro. (www.riparteilfuturo.it

6)      Qual è la sua posizione sull’ambiente?
Io penso che l’ambiente sia un tema fondamentale per lo sviluppo dell’Europa, tanto che sostengo un progetto dei Federalisti europei che si propone di sviluppare uno sviluppo sostenibile, nuove infrastrutture, mobilità attraversi mezzi elettrici. Di sostenere, insomma, questo sviluppo, a contrasto di quello inquinante, e all’inserimento di una “carbin tax”, ossia di una tassa che vada a colpire le industrie particolamrmente inquinanti. Sono convinto che chi ha inquinato debba pagare e penso alle grandi aziende, che troppo spesso la fanno franca.

 7)      Sulla salvaguardia del patrimonio storico-architettonico italiano?
Credo che anche su questo tema ci sia da fare di più di quanto sia stato fatto in questi anni, in quanto l’Europa, in tema di contributi comunitari, può dare molto di più di quanto l’Italia abbia saputo sfruttare in questi anni. Questo è un tema che riguarda anche il rapporto con le Regioni, che devono attrezzarsi per usare di più e meglio i fondi europei. La Liguria è sopra la media delle regioni italiane, ma ha molto da migliorare, perché abbiamo, a volte un problema di non utilizzare i fondi per questioni burocratiche; la nostra legislazione va adeguata perché sia più semplice utilizzare i fondi. Abbiamo anche, in alcuni casi, la presenza di personale non formato. Da Parlamentare, mi impegnerò affinché tutte le amministrazioni locali conoscano a fondo tutte le opportunità di formazione per imparare a utilizzare i progetti europei, anche perché tra l’altro sono corsi gratis.

8)      E sui beni comuni cosa ci dice?
Io sono stato un sostenitore del referendum sull’acqua pubblica e credo che quella sia la via da seguire.

9)      Avrà letto dello scandalo Carige che coinvolge figure istituzionali della procura genovese, savonese e spezzina. Cosa ne pensa della vita democratica nella nostra città?
Io credo che la nostra città sconti, come altre città medio-piccole, un problema di eccessiva stagnazione della classe dirigente. Non tanto per quanto riguarda la politica, nel caso di Spezia (e io ne sono la dimostrazione), ma per esempio nelle grandi istituzioni economiche, gli ordini professionali, ci  sono un po’ sempre le stesse persone da vent’anni. Credo che vada spinto un rinnovo della classe dirigente, e ci sono già le prime avvisaglie in questo senso. Parlo anche dei consigli di amministrazione, dei vari enti, delle nomine da parte dei Comuni. Bisogna dare ricambio.
Questo è un tema. Oltre a questo, aggiungo che penso sia importante costruire percorsi partecipati e una comunicazione adeguata e una discussione con i cittadini. Poi credo che sia la politica a doversi prendere la responsabilità e decidere, ma credo sia importante costruire rapporti partecipativi.  Credo ad esempio, che nella questione Piazza Verdi e non solo, penso a tutti gli interventi realizzati coi fondi europei, la costruzione di una consapevolezza del complesso degli interventi, potesse essere comunicata meglio. E bisogna riconescere, a discolpa dell’Amministrazione, che è stata fatta una scelta a mio parere sbagliatissima da parte del Governo centrale, di eliminare le circoscrizioni, che potevano rimanere, a titolo completamente gratuito, come puro volontariato. Ma era importante avere, nei vari quartieri, dei riferimenti che potevano essere degli intermediari in una discussione anche con l’Amministrazione. Io le avrei mantenute.

 10)   In queste ore si saranno congratulati in molti per la sua elezione. Cosa le ha augurato il Ministro Orlando?
Mi ha augurato di fare bene in Europa per l’Italia, per la città e per il nostro territorio, perché c’è tanto da fare per uscire dalla crisi che attanaglia il nostro Paese. C’è da lavorare molto per far ripartire l’economia e la solidarietà tra i cittadini e tra le generazioni e io cercherò di farlo, soprattutto tra giovani e anziani, perché si riparte insieme.

11)   E il sindaco Federici?
Uguale. Mi ha fatto i complimenti, gli auguri di buon lavoro e sicuramente lavoreremo insieme per la città.

Per conoscere meglio il neo eletto al Parlamento Europeo: www.brandobenifei.it

 

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