"E chi se la ricorda… Spèza?" il libro di Marcello Delfino al Circolo Arci di Migliarina

LA SPEZIA– Giovedì 29, alle 21 presso il Circolo Arci di Migliarina in Piazza Concordia appuntamento con il buon umore con Jonathan Marsella che presenta il libro di Marcello DelfinoE chi se la ricorda… Spèza? Pennellate di spezzinità” (Edizioni Giacché).
Un libro in cui – come scrive Dario Vergassola nella presentazione – “si parla di mugugno, frasi biascicate a denti stretti da personaggi che nei bar venivano classificati come ‘cavalli’ o ‘grandi macchie’. Quando era la spezzinità a farla da padrona. Una miscela esplosiva di sarcasmo, autoironia, cazzeggio, cattiveria, improvvisazione e velocità di lingua.”

Un libro dei ricordi che parte dalla metà del Novecento, con i campetti di calcio come il “montetto” prima e con il Picco poi, dove le partite si guardavano in piedi. È il Picco, luogo del tifo per lo Spezia, l’approdo e lo sfogo d’una passione sportiva dove lo spezzino tifoso, “mugugnone” e velleitario, dà il meglio di sé; sempre disposto a generosi entusiasmi senza limiti, ma anche a ridimensionare le batoste con una battuta di spirito.
È il racconto garbato ed ironico della Spezia di ieri e di oggi, in cui compare la città, con i suoi luoghi più amati e frequentati a fare da sfondo: il molo, i giardini, la stazione, le botteghe, i cinema e i teatri, come l’ormai perduto Monteverdi; animati da personaggi singolari e tipi bizzarri, che spesso si fanno ricordare per alcune spassose e immediate battute in dialetto.
In questa capacità tutta spezzina di saper ridimensionare se stessi e il prossimo con una battuta, Delfino individua uno dei cardini della spezzinità; un filo sottile che “ogni tanto emerge in superficie, dà un segno di vita, una battuta, un commento, una considerazione a mezza bocca.”
Un omaggio divertente e affettuoso alla città ed ai suoi abitanti, dunque. “Pennellate di spezzinità” incorniciate in quadretti lievi ed umoristici, ai quali aggiungono un tocco artistico e “d’antan” una serie di fotografie d’epoca della città.

L’incontro è aperto a tutti.

La recensione: E chi se la ricorda… Spèza?

 

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