Elezioni europee: Federici, la stampa locale e i conti che non tornano

LA SPEZIA – Il quotidiano ligure Il Secolo XIX  in data  27 maggio ha pubblicato un articolo che di fatto fa da cassa di risonanza alle dichiarazioni del Sindaco Massimo Federici, accreditando un risultato spezzino del 40% e persino un inesistente 45% nella zona di Piazza Verdi, dopo il taglio dei pini che tanta protesta aveva generato fra i cittadini. L’affermazione è un po’ curiosa, tanto più che la campagna elettorale è stata tutta centrata sul piano nazionale e il merito andrebbe semmai attribuito a Matteo Renzi più che a Federici.

Il PD spezzino con i suoi Amministratori, in Piazza Verdi si sarebbe dunque assicurato il voto del 40% dei residenti? Possibile? Per capire bene i numeri abbiamo consultato le tabelle con i seggi scrutinati, i voti e gli elettori iscritti al seggio, nonché il confronto con le cifre dell’intero comune capoluogo. Il primo dato che si legge è un numero in controtendenza con il piano regionale. In Liguria infatti ha votato il 60,70%, mentre a Spezia la percentuale è inferiore: il 55,72.  (affluenza sul sito del Ministero degli Interni).  Non si leggono però le  valutazioni su questo dato da nessuna parte, anzi risulta che  nessuno abbia scelto di  analizzare il dato del voto in rapporto agli elettori.

Chi si astiene, si sa, ha sempre torto, ma almeno fino a qualche anno fa l’astensione era ritenuta “allarmante”. Oggi invece non se ne parla pur avendo coscienza che in alcune regioni, ad esempio in Sicilia, ha votato solo il 40% degli elettori: il dato mette al margine della società tante persone senza più alcuna speranza nella politica. Ma cosa distingue Spezia da Savona, dove ha votato il 61,68%, o dall’intera circoscrizione del Nord-ovest, dove l’affluenza è stata del 65,98%?

E come mai alle europee del 2009 la percentuale spezzina era stata del 63,13%, mentre oggi è scesa al 55,72%? In verità confrontando il dato sul sito del Ministero con quello delle altre città capoluogo del nord ci si accorge che Spezia è una delle città con l’affluenza più bassa, assieme a Imperia orfana di Scajola, (55,38%), Belluno (51,44%), Trieste (49,85%) e Gorizia (53,65%) e ad Aosta. In tutte le altre città del Nord le elezioni sono state più partecipate, raggiungendo punte del 73,28% a Modena e del 71,85% a Reggio Emilia.

Elezioni che han dato pressoché ovunque lo stesso risultato, con il Pd in testa, ma pur con alcune variazioni nelle varie circoscrizioni. Su queste differenze è da ritenersi che ci si debba concentrare sull’analisi dei dati locale. Piazza Verdi: i seggi dall’1 al 7 hanno totalizzato 3441 votanti su 6042 iscritti. Gli astenuti, cioè coloro che hanno scelto di non votare, nella zona limitrofa alla piazza, sono stati dunque 2601, che in percentuale fa il 43,05 % degli aventi diritto. (Tutti i dati su spezianet).
Del restante 56,95% che si è recato alle urne di fronte ai “ceppi” dei pini, soltanto il 39,55% ha scelto il partito del Sindaco; gli altri hanno votato comunque un partito “non amico” di Federici. Dunque si può più correttamente affermare che soltanto il 23,19 % degli aventi diritto al voto in Piazza Verdi, ha scelto il Pd, il restante 76,81% non lo ha scelto. Nel discorso del Sindaco l’ovvio confronto sulle percentuali Pd sempre di Piazza Verdi, è al di sotto di quasi il 9% (8,96%) rispetto a quelle dell’intero territorio comunale. I dati reali sono diversi quindi da quelli presentati.

 

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