Viaggio nel Foro di Augusto: dopo 2000 anni le pietre tornano a parlare

ROMA – 19 agosto 14 d.C.: morte di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano. Un personaggio affascinante, con una biografia che farebbe impallidire qualsiasi icona delle copertine patinate di oggi. Figlio adottivo di Giulio Cesare, Ottaviano, appena ventenne, ha già sconfitto tutti i suoi nemici: Bruto e Cassio, i Cesaricidi, e Marco Antonio e Cleopatra, che dalle coste dell’Egitto minacciano la sua successione. In pochi anni diventa padrone di un impero sterminato e pontefice massimo, la più alta carica religiosa. Sotto la sua guida, l’impero vive un lungo periodo di pace, fioriscono le arti e, come afferma lo stesso Augusto, Roma si trasforma da città di mattoni in città di marmo.

Ed è proprio nel luogo simbolo del suo potere, il Foro, che a partire dal 22 aprile 2014 si celebra il Bimillenario della morte dell’imperatore, con il progetto ‘Foro di Augusto. 2000 anni dopo’, ideato e curato da Piero Angela e Paco Lanciano.

Seduti sulle tribune lungo via Alessandrina (la passeggiata che costeggia gli scavi dei Fori Imperiali e dei Mercati di Traiano, offrendo una prospettiva sugli scavi di straordinaria bellezza), gli spettatori assistono a una sapiente rappresentazione fatta di luci, suoni, immagini e musiche con la voce narrante di Piero Angela. A partire dai marmi ancora visibili nel sito archeologico e da dettagli che sfuggirebbero a un occhio impreparato, inizia un viaggio nella storia dell’antica Roma. La ricostruzione virtuale e visiva dell’elevato di questo foro e di tutto l’apparato decorativo permette di avere una visione di come vivevano gli antichi all’interno di uno spazio pubblico di questo genere.

Grazie a un racconto scientificamente accurato e reso avvincente dall’inconfondibile stile di Piero Angela riprenderanno vita le ricche e imponenti architetture del foro: le fontane, i marmi preziosi, il tempio dedicato al dio Marte, luoghi dove si amministrava la giustizia o dove ci si incontrava per scambiare le ultime notizie.

Si scopre, così, la storia del Tempio dedicato a Marte Ultore (ossia Vendicatore), voluto da Augusto per onorare la memoria di Giulio Cesare, dopo averne ucciso gli assassini. Un tempio alto come un palazzo di nove piani che dominava il Foro dal quale si accedeva alle aule dei tribunali. Accanto al Tempio si trovava un’immensa statua di Augusto, alta probabilmente quasi 12 metri, della quale è rimasta l’impronta del piede, lungo ben 1,66 metri. Alle sue spalle, invece, si trovava un grande muro, alto come un palazzo di 11 piani e costruito senza malta, che divideva il Foro dalla Suburra, i quartieri popolari. Le pietre però non ci raccontano solo gesta gloriose. Sono ancora evidenti le testimonianze del declino del potere imperiale, delle invasioni, dell’abbandono e del saccheggio. Nonostante tutto la storia e la gloria hanno trionfato e sono riuscite ad arrivare fino ai giorni nostri.

Per maggiori informazioni: www.viaggionelforodiaugusto.it

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