Comitato dei cittadini di Isola Montalbano e Felettino: "Sindaco, basta prenderci in giro!"

LA SPEZIA– Con una lettera al Sindaco della Spezia, firmata dal presidente, avvocato Pasquale Iodice, il Comitato dei cittadini di Isola Montalbano e Felettino riporta in evidenza la crescente esasperazione degli abitanti della zona, dove si registra una situazione da primato negativo nazionale: ben tre strade pubbliche chiuse contemporaneamente per frana da 38 mesi, senza essere mai più riaperte nonostante le promesse fatte e i tanti soldi spesi dal Comune. Nella lettera si fa riferimento a quanto comunicato nei giorni scorsi dal geologo professor Giovanni Raggi, che ha informato i componenti di aver interrotto ogni rapporto di collaborazione con il Comune della Spezia e ha, inoltre, consegnato alcuni documenti relativi a corrispondenza intercorsa con gli organi tecnici del Comune.

La lettera elenca gli elementi emersi dalla lettura di tale documentazione e in particolare gli esiti di un sopralluogo svolto il giorno 8/5 u.s. nel corso del quale il professor Raggi ha appurato: la mancata eliminazione di colate di detriti fangosi sulla via Marconi, nonostante le reiterate segnalazioni contenute nelle sue precedenti relazioni; che I’attività lavorativa è proceduta “a rilento anche con lunghe interruzioni“, ricordando che la consegna dei lavori era prevista per dicembre 2013; la mancata realizzazione (alla data del 8/5 u.s., nonostante 30 giorni prima l’ingegner Canneti avesse parlato di “tempi brevi”!) della struttura in gabbioni sulla via Montalbano; I’incompleta realizzazione dei pozzetti di ispezione e raccolta dette acque drenate, nel numero e nelle posizioni previste nei grafici di progetto; la mancata protezione/ copertura dei pozzetti realizzati e lo stato di pericolo da ciò derivante dal momento che I’area di cantiere non è recintata; incompleta realizzazione delle gronde di scolo delle acque drenate nel sottosuolo ed in superficie, previste graficamente nella Planimetria di Progetto sino a raccordarsi con la sottostante Via Marconi; la mancanza di caditoie rompitratta, indispensabili dove è più eleuata la pendenza delle gronde in lamiera ondulata; la mancanza di 12 drenaggi suborizzontali; lo stato di abbandono e di inizie degrado delle opere da poco realizzate e l’inizio dí nuove forme erosive sul terreno, dove si disperdono le acque meteoriche non adeguatamente raccolte evidenziando come la trascuratezza nelle lavorazioni e Ia mancanza di manuenzione di quanto già eseguito possa compromettere la funzionalità dí tutto quanto eseguito finora. Infine, alcune riserve sul posizionamento dei sensori del sistema di monitoraggio, applicati in punti passibili di sollecitazioni non ricollegabili a eventuali riprese di attività della frana. ”

Il Comitato, ciò evidenziato, preso atto di quanto sopra esprime grande rammarico per l’interrotta collaborazione fra il Comune e il professor Raggi, “persona di altissima competenza, oltreché profondo conoscitore delle dinamiche di quei luoghi, essendosene interessato più volte nel corso degli anni. Difatti, la sua figura, proprio per la fondatezza delle sue osservazioni (basti pensare a quelle contenute nella relazione consegnata al Comune nell’anno 2011 e relativa alla vicenda della regimentazione delle acque meteoriche della frana, opera realizzata, anche nonostante le reiterate segnalazioni del Comitato, in maniera temporanea solamente nella primavera del 2013!) avrebbe potuto dare la necessaria continuita a quanto sino ad oggi realizzata. In più occasioni il Comitato (e molto spesso invano!) ha posto all’attenzione dei soggetti coinvolti molte delle criticità rimarcate in tempi recenti dallo stesso professore.” In conclusione alla luce delle evidenti divergenze tra i tecnici incaricati, anche ai fine di verificare se le risorse economiche siano state impegnate nella “giusta direzione”, il Comitato chiede al Sindaco “quali determinazioni abbia assunto e come intenda intervenire (anche per quanto già realizzato) e quali siano i tempi e i costi delle verifiche saranno espletate dall’Università di Siena nell’ambito del protocollo stipulato, considerato che già altri soggetti (compreso lo stesso professor Raggi), hanno in passato effettuato, con grande dispendio economico, tutti gli accertamenti necessari e prodromici alla messa in sicurezza definitiva della frana. ” Inoltre il Comitato chiede un incontro urgente per esaminare l’attuale situazione ” atteso che non può considerarsi conforme alle rassicurazioni fin qui avute

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