Lettere da Piazza Verdi: Alberto Scaramuccia e Massimo Baldino

Stamattina, verso le 7,30, camminando per piazza Verdi e, notavo la presenza consistente di forze dell’ordine: carabinieri, polizia di stato, polizia locale. Incuriosito, ho chiesto e mi hanno detto che  oggi sarebbe cominciato il taglio dei pini. Ho provato disappunto, ma anche e soprattutto tanta amarezza pensando a quando, non tanti anni fa, l’Amministrazione comunale era difese dai cittadini che l’avevano eletta. Unica consolazione è non aver visto le forze antisommossa che un anno fa stazionavano fra i pini. Spero fortemente che non fossero nascoste.
(Alberto Scaramuccia)

Ci sfilarono sotto i partigiani quando liberarono la nostra città dal nazi-fascismo. Ora si parla dei cittadini che contestano e rifiutano quanto le amministrazioni vogliono imporgli con la forza, definendoli “sacche di resistenza” (ndr frase di Lorenzo Forcieri riferita ai contrari al molo di Pagliari).
Ebbene grazie. Molti cittadini sono orgogliosi di rappresentare la resistenza in questa città male amministrata, sporca fuori e ancor più lurida nei palazzi del Potere. Rappresentata da un sindaco beffardo e provocatore che si trincera dietro le forze di polizia mentre compie l’ennesimo insulto alla città e alla sua democrazia. Certo, esistono cittadini che resistono, resistono alle sue provocazioni e a quelle dei suoi “bravi” e resistono per cercare un’alternativa che sia in grado di riportare nella città che amiamo un po’ di sana democrazia e trasparenza.
Sotto quei pini sono sfilati i fascisti e i partigiani… e come magicamente oggi la storia si è ripetuta… solo che l’adunata è suonata per entrambi lo stesso giorno. Composti, tristi e offesi i secondi. Tracotanti (come nella migliore tradizione) e provocatori i primi. Si ricordi la sua frase dunque, Forcieri, perché mai dichiarazione di un politico è stata più adeguata in questa città. Sacche di resistenza. Oggi sotto gli storici pini di Piazza Verdi e domani altrove. Su tutto e per tutto ciò che riguarda il bene di questa città. Quel bene che certo voi non rappresentate con quel misero 20 per cento rubacchiato a colpi di voti di scambio nelle ultime sciagurate elezioni che hanno incoronato Re “Attila Federici“. Ricordatevi i pini e questo ultimo anno. Indietro non si torna. Sotto i pini in futuro ci vogliamo solo i partigiani.

(Massimo Baldino)

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