C'era una volta una piazza… lettera di una spezzina

Spettabile redazione, vi invio il mio punto di vista sugli odierni avvenimenti di Piazza Verdi.

L’arroganza e la prepotenza infine hanno vinto. Perché di questo si tratta. Quando un sindaco denigra, ignora le cittadine e i cittadini, quando in barba ad una qualsiasi forma democratica , civile e partecipata, normale per altre realtà, ma non per la nostra, il primo cittadino, circondandosi di ingenti forze dell’ordine, perché evidentemente qualsiasi forma di dissenso, per quanto pacifica, va  demonizzata e tenuta sotto controllo,  e che avrebbero potuto svolgere altrove il loro lavoro,  indignitosamente, ostinatamente attua un progetto non condiviso, significa che l’ intera città ha perso. Ha perso perché la funzione di un primo cittadino è quella di amministrare con la diligenza del buon padre di famiglia la sua città, tenendo conto delle esigenze, diversità e problematiche che via via si presentano, sempre e comunque per il bene di tutti, e non per una presa di posizione sterile e puntigliosa  atta a salvaguardare interessi ben lontani dalle reali esigenze della città. Una città allo sbando, nella quale cumuli di spazzatura la fanno da padrone, e nella quale la capacità organizzativa e gestionale si commenta da sola. Una città sempre più avvilita e svilita, in preda ad una rassegnazione sconcertante, mista ad un senso di impotenza , conseguenza di una lontana, sorda, cieca, meschina politica. Ma quando il dolore invade il cuore e la mente, quando la rabbia irrompe, bisogna reagire. Ce lo dobbiamo come persone e come cittadine/i, lo dobbiamo alle generazioni future, ed alla  nostra storia, cambiare lo stato delle cose dipende solo da noi, dalla nostra partecipazione, dal pretendere che la nostra voce sia ascoltata, che i nostri diritti non siano calpestati, e ci sia dato il rispetto che ci è dovuto. Un moto di orgoglio che farebbe bene alla città tutta, per riprendere quel confronto democratico che si è perso, e per ricordare una volta per tutti che la città appartiene sempre e comunque ai cittadini, ai quali, nonostante tutto, spetta sempre l’ultima parola.

(M.C.)

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