Abbattuti i pini di Piazza Verdi: la ragione giudiziaria e l'assenza di buon governo

Sentenza del TAR Liguria alla mano,  questa mattina di buon’ora sono stati abbattuti i cinque pini di Piazza Verdi, quelli dichiarati pericolanti ma che evidentemente così pericolanti non erano visto che nel cantiere è ormai un anno che si aggirano molte persone (operai, progettisti, etc) e i pini non sono mai stati ancorati ne messi in sicurezza.

Soddisfatti il Sindaco Massimo Federici, gli assessori Ruggia e Mori, i dirigenti Fusoni e Cannetti, gli avvocati del Comune Carrabba e Dellepiane, il capo di gabinetto del Sindaco Andrea Montefiori. Nota stonata il solito e inspiegabile nutrito gruppo di poliziotti e Vigili Urbani.


Certo il TAR Liguria ha dato ragione al Comune (e quindi torto alla Soprintendenza) ma questa vittoria, come ho già scritto e ribadisco, è una vittoria di Pirro, la cui onda d’urto si avvertirà sonoramente domenica alle urne. Centinaia di cittadini si sono spesi in questi mesi per la Piazza, si sono occupati della vicenda televisioni e giornali nazionali,  ma l’amministrazione spezzina è andata avanti convintamente per la sua strada senza mai cercare un dialogo con la cittadinanza. Sotto quei pini sfilarono i cortei Partigiani nel giorno della Liberazione e oggi La Spezia ha perso un pezzo importante di storia per lasciare spazio ad un progetto di piazza impersonale e soprattutto esageratamente dispendioso.

Il Sindaco Massimo Federici aveva l’opportunità di incassare una doppia vittoria, non procedendo con l’abbattimento immediato (visto che ci sarà un ricorso al Consiglio di Stato) e cercando un’unione con i cittadini, invece ha perso come sempre l’occasione e ha perso ulteriore consenso con questa triste vicenda (lasciando basite anche tante persone che di Piazza Verdi si sono poco interessate), con un modus operandi offensivo e supponente.

La ragione giudiziaria è una cosa, il buon governo e il senso civico da cui scaturiscono azioni più lungimiranti sono un’altra.

 

 

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