Piazza Verdi: il geologo Giovanni Raggi scrive al Comune riguardo al rischio idrogeologico

LA SPEZIA– Mentre a Palazzo Civico si festeggia la vittoria al Tar e il sindaco dice che “bisognerebbe chiedere scusa ai funzionari” per le accuse loro rivolte e gli assessori Cristiano Ruggia e Corrado Mori annnunciano il prossimo abbattimento dei pini, il Comitato fa sapere che gli avvocati Piera Sommovigo e Rino Tortorelli si stanno consultando con Legambiente e Italia Nostra riguardo al Consiglio di Stato, non si smette di parlare dei pini e dei portali. Soprattutto sui social network la battaglia tra i favorevoli e gli oppositori al progetto sta ancora impazzando. I favorevoli fanno sapere di essere in tanti, i contrari sono sicuri di essere in numero maggiore. Alle levate di scudi dei cittadini non si sono ancora accompagnate, però, le reazioni politiche. Forse a causa della campagna elettorale in corso, i politici cittadini sembrano sottotono. Ha parlato oggi Stefano Paglini di Forza Nuova, che annuncia che “scenderà in campo per sensibilizzare i cittadini al buon senso” contro “una condanna già scritta, una giustizia sommaria stile soviet“, una cattiva amministrazione che ha colpito non solo Piazza Verdi.

Intanto si torna a parlare del rischio idrogeologico legato agli scavi che saranno effettuati in Piazza. Il geologo Giovanni Raggi ha inviato a Prefetto, Sindaco, assessore Mori e all’ingegner Claudio Canneti una lettera in cui li mette in allerta riguardo alla pericolosità di alcuni scavi in Piazza Verdi; le conclusioni sono quelle riportate qui sotto:
1- Al di sotto del piano di calpestio di Piazza Verdi, circa 2 metri sul livello del mare, è presente una falda idrica perenne il cui livello oscilla a seguito degli eventi meteorici e delle variazioni del livello del mare, maree e mareggiate, fra 80 e 150 centimetri sotto il p.c..
2 -La presenza di acque sotterranee a piccola profondità rende oltremodo difficoltosi gli importanti sbancamenti previsti fino a circa 4 metri per la realizzazione delle fondazioni dell’anfiteatro, solo relativamente più facili nella stagione estiva e con i livelli di falda più bassi, comunque mai al di sotto dei 2 metri dal piano stradale, oppure da realizzare abbattendo il livello di falda per tutto il tempo dei lavori mediante sistemi drenanti. Quest’ultima operazione può creare seri pregiudizi per la stabilità degli edifici perimetrali alla Piazza.
3 -Sarà necessario impermeabilizzare il fondo del futuro anfiteatro, previsto alla profondità di circa 3,50 -4 metri sotto la quota della strada attuale, pertanto posto sempre e comunque entro falda ed al di sotto del livello mare, allo scopo di evitare che tale struttura divenga una piscina alimentata dalle acque sotterranee, risalenti anche in pressione.
4 -In tal caso la struttura impermeabilizzata del fondo dell’anfiteatro si comporterà come una grossa barca galleggiante sull’acqua.
5- La sottospinta idraulica e quindi la stabilità della vasca sollecitata dal basso, appunto come una grossa barca che galleggia sull’acqua, anche di mare, potrebbe essere evitata drenando le acque di falda mantenendone il livello costantemente sotto il livello del mare stesso. Ciò comporterebbe la
messa in opera di pompe all’interno di numerosi pozzi perimetrali alla vasca, o comunque di altri sistemi di aggottamento delle acque sotterranee, con il prelievo di imponenti e costanti volumi di acqua nel corso dell’anno, con i conseguenti abbattimenti del livello piezometrico nelle aree circostanti ben al di sotto del livello del mare, ma con richiamo di acqua di mare nel sottosuolo di Piazza Verdi. In pratica si dovrebbe pompare l’acqua del sottosuolo in diretta connessione con il mare per poi rigettarla in mare.
6- L’assenza di conoscenze sulla struttura idrogeologica ed idraulica del sottosuolo non permette di definire l’estensione dell’area più direttamente interessata dagli emungimenti e nella quale le depressioni piezometriche possono indurre cedimenti del terreno e delle strutture edificate.
7-Il drenaggio delle acque sotterranee dovrebbe comprendere anche l’emungimento e lo smaltimento delle acque bianche e nere.
8-Il progetto ed il costo di tali interventi sarà possibile solo in corso d’opera mediante scavi esplorativi, data la carenza di conoscenze del sottosuolo e della rete dei sottoservizi sicuramente esistenti nell’area di Piazza Verdi.
9- Tutto ciò ed in particolare i drenaggi potrebbero essere superati adottando “idonee zavorre” delle strutture immerse in acqua.

Raggi conclude affermando di “ritenere che quanto sopra possa contribuire a chiarire le complessità e l’onerosità di un’opera che, a prescindere dall’abbattimento dei pini, o meno, prevede importanti sbancamenti del terreno in condizioni idrogeologiche proibitive. Oltre tutto, la definizione delle tecniche realizzative solo in corso d’opera, come si legge sulla Relazione Zecchi*, e la concreta possibilità di interferenze negative delle opere di scavo e di drenaggio delle acque sotterranee sulle aree ed i fabbricati limitrofi, suggeriscono un’attenta riflessione sulla messa in opera di quanto in progetto“.

*Riferimento alla relazione del geologo Bruno Zecchi, datata 20 luglio 2012, in cui si sottolineava il rischio idrogeologico a cui era soggetta la piazza.

 

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