“Il sistema sociale” di Talcott Parsons: recensione di Daniele Ceccarini

 “Il sistema sociale” di Talcott Parsons è una delle più  influenti costruzione teoriche nel pensiero sociologico. In questa opera, l’Autore  propone un’interpretazione del sociale e della sua scienza assai raffinata e complessa. Secondo Parsons l’oggetto della sociologia è “il complesso di apparati e dispositivi volti ad affermare la solidarietà e l’integrazione”. Parsons costruisce un modello sociologico che mira a soddisfare “le esigenze che permettono ad un sistema di sopravvivere”.  Il lavoro dello studioso americano presuppone la definizione dei concetti di funzione e di sistema in sociologia. A questo fine, elabora  i concetti di informazione, scambio, equilibrio, input/output e simili e concentra la propria attenzione sul concetto di funzione, perché  “riferibile a realtà più ampie di quelle sociali”.
Le principali funzioni individuate da Parsons sono: l'”adattamento“; il “conseguimento di scopi”;  l'”integrazione” e la “latenza”.  Dal punto di vista scientifico Talcott Parsons si richiama  alla scuola di  Durkhein e Weber.

Da quest’ultimo, ha ripreso il concetto di azione, che definisce come “il comportamento motivato, cioè promosso da determinate cause e finalizzato a determinati obiettivi”.  Mentre da Durkeim riprende il concetto che “l’intero universo umano-sociale viene è un grandioso meccanismo nel quale, al di là della varietà delle manifestazioni concrete visibili, si profilano appunto queste funzioni, in sé autonome eppure anche intrecciate tra loro secondo un complesso gioco di relazioni, le quali operano secondo norme relativamente costanti e sottoponibili a un’analisi scientifico-formale rigorosa”.

Parsons concentra la propria attenzione “sulle problematica, che permettono di ottenere la coesione sociale”, perché ritiene scopo della società “il mantenimento di una situazione dell’equilibrio sociale”.  Per questa ragione, è facile capire intuire l’importanza degli studi di Parsons dedicati ai “fattori della trasformazione sociale, all’integrazione e della coesione sociale” e il suo successo nella società multietnica americana dove i problemi di integrazione e coesione sociale spesso hanno assunto proporzioni importanti.

Da questo punto di vista, il pensiero di Talcott Parsons incontra un limite in quanto non soddisfa l’esigenza di libertà e di autonomia dell’individuo all’interno di una società fortemente chiusa nelle forme, che in cui l’individuo si “deve inserire” suo malgrado. Una società che si impone con e sue regole, opprime l’individuo al quale non da lo spazio per soddisfacimento delle stanze vitali, gli impone la frustrazione di un presente dal quale si sente escluso e oppresso. In questo senso , il limite di Parsons è nel concepire “l’azione come energia da incanalare attraverso i valori e i modelli culturali ne l senso funzionale al sistema, Da questo punto di vista il tentativo di Parsons di conciliare la teoria sistemica e la le teoria dell’azione fallisce in quanto le istanze del sistema finiscono per eliminare le dimensione specifiche dell’azione”.

L’autore.

Talcott Parsons (1902-1979) è fra i più noti ed influenti sociologi del Novecento.  Richiamando gli studi di  Durkhein, Weber  ha elaorato la  teoria “struttural-funzionalista“. Le sue ricerche ha avuto grande influenza negli anni ’50 e 60, particolarmente in America (dove la ricerca era quasi solamente empirica) proponendo una visione delle scienze sociali più raffinata. Autore prolifico e fertile a una vastissima produzione, spesso oggetto di controversie ed interpretazioni divergenti.  Un primo periodo, negli anni Trenta, è stato marcato da un approfondito studio di Durkheim, Pareto e Weber, che Parsons ha così contribuito a render noti negli Stati Uniti. Nelle opere del periodo centrale – sino ai primi anni Sessanta – l’autore ha formulato nuovi concetti e schemi teorici. Nell’ultimo periodo, Parsons ha studiato il tema del mutamento sociale. I suoi concetti e schemi esplicativi sono stati impiegati per compiere studi sul potere e l’influenza, la stratificazione sociale e la natura dei gruppi etnici.

(Daniele Ceccarini)

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