Arriva la Tari, in città si riaccende la protesta

LA SPEZIA– Nei giorni scorsi gli spezzini hanno ricevuto a casa i bollettini per il pagamento della Tari (ex Tares, la tassa sui rifiuti). Una famiglia con un appartamento di 100 metri quadri deve spendere oltre 260 euro di tasse, per non parlare delle tariffe stellari arrivate alle attività commerciali. Nessuno arriverebbe a dire di essere contento di pagare le tasse, ma l’esborso potrebbe essere accettato quasi serenemante se in cambio i cittadini avessero un servizio adeguato. Di spazzatura, da queste pagine, abbiamo già parlato moltissime volte e se n’è occupata l’intera stampa locale. Periodicamente le pagine dei giornali, cartacei e on-line, vengono riempite di foto di cassonetti traboccanti spazzatura, topi e gabbiani che banchettano ovunque, rifiuti pesanti abbandonati dove capita.

L’Amministrazione dice sempre che “sì, c’è un problema, ma è un momento difficile, stiamo lavorando, non è colpa nostra... “, ma nei fatti poi la città è sempre sporca. E si riaccendono le polemiche. L’anno scorso molti cittadini avevano annunciato che non avrebbero pagato la Tares (articolo). Quest’anno qualcuno si è fatto fotografare mentre gettava i nuovi bollettini nel cassonetto. In città esiste un problema ed è serio. La raccolta porta a porta non funziona. Via Borachia, Corso Nazionale e tante altre vie sono discariche a cielo aperto. Passa anche un mese senza che venga ritirata la carta, due settimane (a volte anche tre) per il residuo secco. Inutile telefonare al numero verde Acam: rispondono centralinisti che non sanno se ci siano problemi, il loro compito è solo quello di girare le segnalazioni agli uffici competenti.

Questa è  la situazione che spesso si verifica al Centro Kennedy, che dovrebbe essere, oltre che un polo commerciale, anche un centro di aggregazione per i cittadini, dato che vi sono bar, pizzeria, gelateria, giochi gonfiabili per i bambini, oltre che il mercatino a Km 0 del giovedì mattina.

Questo, invece, il benvenuto che diamo ai turisti: gli autobus parcheggiano proprio qui e chi viene dalla stazione passa accanto a queste “opere d’arte contemporanea“.

Mostriamo solo due situazioni, ma le criticità esistono in tutto il territorio comunale. Speziarisorse ricorda che il 31 maggio scade il termine per il pagamento della prima rata, mentre chi decide di pagare tutto assieme lo deve fare entro il 16 giugno.
La domanda che si pongono molti spezzini esasperati da odori nauseabondi, presenza di topi e di insetti, costretti a tenere la spazzatura in casa in attesa che vengano svuotati i cassonetti e a fare lo slalom tra i sacchetti depositati sui marciapiedi, è: “Perché pagare per un (dis)servizio di tale portata?“.

(Foto: Marcella Ariodante)

 

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