Amministrative 2014/Follo: intervista a Valeria Fregosi

FOLLO- Incontriamo Valeria Fregosi, candidata sindaco a Follo per il movimento dei Cittadini Partecipi e Solidali. Nata nel 1966, sposata con un figlio di 17 anni, laureata in Pedagogia, libera professionista, da anni impegnata nel sociale e nell’associazionismo, dall’AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue) all’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

Chi sono i Cittadini Partecipi e Solidali?
Siamo un gruppo di cittadine e cittadini del Comune di Follo, che hanno sentito l’esigenza di costruire un progetto concreto per cambiare rotta, dopo questi 5 anni di amministrazione privi di progettualità e di speranza verso il futuro, rinchiusi nella quotidianità e nell’emergenzialità. Follo ha delle potenzialità enormi, come territorio e come comunità. Noi abbiamo sentito l’esigenza di mettere insieme molteplici sensibilità culturali, professionali e politiche per esprimere questo potenziale, con l’obbiettivo di costruire una società solidale e conviviale, che parta dalla salvaguardia e difesa dei beni comuni e dal riconoscimento dei diritti, alternativa all’individualismo ed ai carrierismi partitici. Insomma una scintilla, un luogo d’incontro plurale, partecipato e solidale, che rompa gli schemi dettati dall’alto, dalle alleanze di bottega, dagli interessi di pochi.

Ci pare di capire che esprimete dei valori e delle sensibilità riconducibili al centrosinistra. Tuttavia a Follo c’è una lista che si rifà al Pd. Come mai non siete uniti?
Non siamo riconducibili a nulla se non ad un laboratorio che è nato da persone accomunate dai valori antifascisti e legati alla Costituzione, per loro militanza e cultura. Da li ripartiamo per condividere un progetto di società equa, giusta, sostenibile e lo facciamo senza che nessun partito ci imponga scelte, strategie, i nostri contenuti sono stati stabiliti e condivisi nelle decine di assemblee fatte tra la gente. Noi abbiamo avuto il coraggio di riportare la politica tra i follesi, altri di seguire le ambizioni personali, gli interessi di bottega. Ne è una dimostrazione che riceviamo quotidianamente attacchi violenti, tentativi di stigmatizzazioni e di etichettature. Le realtà è che non si è voluto analizzare a fondo le ragioni della sconfitta delle scorse amministrative, non si è voluto ripartire dalla gente. Cittadini Partecipi e Solidali non è solo una lista elettorale, è un luogo di critica e di elaborazione, senza “proprietari” o “azionari di maggioranza”, ed è questo che la vecchia politica non lo vuole riconoscere, perché ha il terrore di aprire le porte delle sue stanze.

Com’è nata la sua candidatura a Sindaco?
E’ nata con naturalezza. Il gruppo originario ha ritenuto che la mia figura fosse la più adeguata a fare sintesi tra le varie soggettività, ed è stato un grande onore trovarmi a rappresentare questa pluralità, espressione di un lungo lavoro di confronto con tanti concittadini.
Dal mio lavoro al mio impegno civico cerco costantemente di risolvere e cercare di colmare le disuguaglianze, le difficoltà, affinché ogni persona possa realizzare i propri diritti e le proprie opportunità, costruire il proprio futuro con dignità. Per questo il mio modo di “fare politica” significa avere un progetto che vada oltre la quotidianità ma dia un futuro alla nostra comunità, vuol dire mettersi al servizio dei cittadini e soprattutto essere a fianco dei più deboli. Ecco perché abbiamo deciso di costruire questo progetto di cittadinanza attiva, partecipe e solidale, ecco perché ho deciso di candidarmi a sindaco di questo Comune, che amo, nel quale ho le mie radici familiari, per il quale vorrei un futuro sostenibile e solidale.

Cos’è centrale nel vostro progetto e nella vostra proposta?
Partecipazione. Abbiamo assistito a una politica poco trasparente, dove le scelte venivano prese nelle segrete stanze, dove la gente non può che prenderne atto in modo passivo e rinunciatario. Occorre dare centralità ad un nuovo metodo: informazione, condivisione, progettualità, verifica ed attuazione. O ricostruiamo un nuovo patto sociale e democratico con la gente o la distanza tra i bisogni e le azioni di chi amministra saranno sempre più grandi ed incolmabili. Dobbiamo attuare la Democrazia attiva e partecipativa.

Ma concretamente cosa proponete?
Tengo a ribadire che senza partecipazione ogni proposta concreta, calata dall’alto, imposta, è destinata a fallire. Noi il nostro programma lo realizzeremo con la gente. Concretamente puntiamo su quattro punti fondamentali: Rifiuti Zero, salvaguardia e prevenzione territoriale, agevolazione di nuove prospettive occupazionali e Bilancio partecipativo e trasparenza nella cosa pubblica.

Ci spieghi meglio…
Rivoluzionare la gestione dei rifiuti, sul modello Capannori, dal porta-a-porta a progetti di riduzione dei rifiuti, dall’agevolazione della vendita di prodotti sfusi all’abolizione delle bottiglie di plastica nelle mense, dal potenziamento del compostaggio, all’agevolare la creazione di professionalità della riparazione, con forme di co-working, fino ad incentivare lo scambio di oggetti riutilizzabili con una piattaforma di isola ecologica. Noi siamo gli unici ad essere in grado di attuare questa rivoluzione perché non abbiamo da ubbidire a nessuna segreteria di partito, non abbiamo clientele da mantenere, diciamo ciò che faremo e metteremo tutte le nostre energie per farlo.
Stop al consumo di suolo, con una revisione urbanistica che punti totalmente alla riqualificazione dell’esistente, agevolando questa prassi attraverso operazioni di risparmio energetico, ma soprattutto ripresidiare il nostro territorio. Riportare prospettive di lavoro nella filiera del bosco, con il progetto Ilex, sostituendo i pini malati con le leccete, un progetto che sta partendo a Lerici e Riomaggiore. Riportare acqua nella piana per favorire uno sviluppo agricolo di sistema e di filiera e puntare sulla creazione di un marchio di qualità. Abbiamo l’ambizione di iniziare un percorso in cui il comune, cioè i cittadini, risparmierà soldi perché prevenire costa meno che fare somme urgenze.
Bilancio Partecipativo significa decidere con la gente come gestire capitoli di spesa del bilancio che non rientrano nella gestione della spesa corrente. Non solo in termini frazionali, ma anche di genere e generazionali. I giovani hanno diritto ad essere coinvolti in prima linea nel sapere come il comune spende i soldi e nel decidere come spendere i 3.000 euro annui destinati alle loro iniziative. Trasparenza non sarà uno slogan elettorale. Intanto iniziamo a quadrare le cose in termini di questione morale. Il sindaco in carica si è raddoppiato lo stipendio rispetto al sindaco precedente l’altro candidato usa il populismo dicendo che azzererà l’indennità di carica, salvo poi godere dei permessi retribuiti in quanto dipendente del comune di Portovenere. Atteggiamenti inaccettabili, noi dimezzeremo l’indennità, una cifra sobria e adeguata, ed azzereremo gli sprechi dei rimborsi. Partirà da subito un progetto di “Comune Casa di Cristallo”, con la pubblicazione on-line di tutti gli atti, lo streaming dei consigli comunali, presenze di giunta e giunte aperte.

State proponendo una rivoluzione. Non le sembrano Utopie?
 Assolutamente no, noi abbiamo un progetto per i prossimi 5 anni, realizzabile perché già altre realtà in Italia lo stanno facendo. Basta volontà politica, coraggio di credere in idee innovative, indipendenza dai capi partito. O si ha il coraggio di cambiare, o si continuerà a lamentarsi di ciò che non funziona oppure, ancor peggio, ci accontenteremo di ascoltare alibi e giustificazioni di chi non ha il coraggio di cambiare. Per questo vogliamo voltare pagina, noi diciamo per #cambiarestile.

Ma lei non è nuova nel mondo della politica, è stata assessore della giunta precedente.
Certo, ho fatto l’assessore delle politiche sociali per quattro anni nella giunta Battolla, subentrai dopo la scomparsa di Rodolfo Alberici. Per me un’esperienza importante perché mi ha accresciuto e potrei dire con orgoglio che con me i servizi socio-sanitari esistevano, oggi a Follo sono solo un triste ricordo visto che sono stati smantellati, anche il prezioso Cup solo per volontà del sindaco.

Cosa le fa pensare che i follesi le daranno fiducia?
Il nostro progetto è unico, ed è l’unica alternativa in termini di contenuti. Abbiamo la “squadra” più giovane e più assortita in termini di competenze e sensibilità, sono la prima candidata sindaco donna del nostro comune ed abbiamo l’ambizione di portare Follo in una dimensione europea, dare un futuro, una speranza concreta e favorire le nuove generazioni.

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