Piazza Verdi, il Tar accoglie il ricorso del Comune: una vittoria di Pirro e la sconfitta della politica

LA SPEZIA – Una vittoria di Pirro,come si legge su Wikipedia, è una battaglia vinta a un prezzo troppo alto per il vincitore, tanto da far sì che la stessa scelta di scendere in battaglia, nonostante l’esito vittorioso, conduce alla sconfitta finale. L’espressione si riferisce a Re Pirro dell’Epiro, che sconfisse i Romani a Eraclea e Ascoli Satriano. ma sostenendo perdite così alte da essere in ultima analisi incolmabili, e condannando il proprio esercito a vincere la guerra pirrica.

L’annosa questione di Piazza Verdi, nonostante il Tar Liguria abbia accolto il ricorso del Comune della Spezia, è  una vittoria di Pirro e soprattutto una sconfitta per la politica. Innanzitutto il ricorso è stato fatto contro la Soprintendenza, il quale ente,  secondo il Tar, avrebbe avuto il compito di valutare l’interesse culturale del filare di pini, quindi, sempre secondo il Tar,  la relazione della dottoressa Marzia Ratti non sarebbe stata essenziale. Tutte le spese sono e saranno comunque a carico dei cittadini: chiunque abbia sbagliato non pagherà con soldi propri, ma pagherà l’Ente pubblico, quindi con quattrini pubblici, cioè di tutti noi. Quattrini che potevano avere una destinazione più utile.

E’ la sconfitta della politica perché il Comune della Spezia non ha cercato una mediazione, un progetto condiviso, ha respinto ogni forma di  confronto con i cittadini ma questo è tipico di chi è consapevole della propria mediocrità, il mediocre diventa supponente e disprezza chi gli palesa contrarietà. Il bravo politico invece non teme i confronti. Ma la macchina politica che funziona ovviamente gestisce adeguatamente la cosa pubblica, non permette che la città venga sommersa dalla spazzatura, non lascia cadere a pezzi le scuole, si attiva per rendere la città vivibile per tutti, residenti e turisti.  Un sindaco che si rispetti dovrebbe essere in prima fila con i suoi concittadini a chiedere a gran voce che i suoi territori vengano bonificati, non fa finta di niente quando si parla di veleni, discariche e tumori. Un sindaco che si rispetti dovrebbe essere il primo a volere un’indagine epidemiologica seria. Un sindaco che si rispetti non assume la posizione prona di fronte ai poteri forti e una giunta comunale che non rappresenta più la maggioranza dovrebbe valutare se è il caso di  dimettersi.

La sentenza: www.giustizia-amministrativa.it

 

 

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