“Tutti gli scritti filosofici e di teoria dell’educazione a cura di Luca Basile e Lorenzo Steardo”

 

Pubblichiamo la recensione di Daniele Ceccarini 

Si  assiste in questo periodo ad una rinnovata attenzione verso il marxismo e la raccolta degli scritti di Antonio Labriola, curata da  Luca Basile, propone al lettore non solo un’originale e attenta ricostruzione del lavoro del filosofo, ma l’attualità del pensiero marxista. Il volume offre un quadro completo del lavoro del filosofo, ripubblicando in un unico volume testi fondamentali come i “Saggi sulla concezione materialistica della storia” nella forma voluta dall’Autore per l’ultima edizione del 1902, oltre a inediti giovanili, al frammento del quarto saggio e ad altri inediti nel testo stabilito da Croce e Dal Pane.  Un lavoro attento e scrupoloso che permette di cogliere la formazione culturale e il complesso  lavoro scientifico del grande filosofo, profondamente legata alla rielaborazione hegeliana di Spaventa.

L’ampia ricostruzione di Basile presenta  al pubblico il marxismo antidogmatico, duttile e vivo di Labriola come teoria ‘critica‘, non per affermare verità eterne ed immutabili, ma come strumento per interpretare le contraddizioni sociali secondo le diverse fasi storiche, avendo al centro della sua analisi il lavoro e le condizioni dei lavoratori e dunque la concreta e materiale “prassi” umana, perché è compito del marxismo farsi interprete dei processi sociali e delle  forze operanti nella storia.  Intuizioni oggi attuali che rendono giustizia al lavoro dell’illustre filosofo italiano, trattato con sufficienza dagli studiosi tedeschi e poco studiato anche dai marxisti italiani.  

Con  questo volume Basile ha l’indubbio merito di riproporre la lezione sul materialismo storico di Labriola, come strumento scientifico per capire la complessità dialettica delle interazioni fra “struttura” e “sovrastruttura” e affermare che il materialismo storico non èmero determinismo economico, una schematizzazione ideologica ed autonoma dalla storia”, ma l’autocoscienza della storia” e “la filosofia della praxis”.  A ben vedere, la precisa ricostruzione scientifica di Basile sottende l’ambizioso, ma giustificato progetto di riproporre oggi, in tempi di revisionismo, la critica marxista come uno strumento scientifico per affrontare la realtà sociale. In questo senso, diventa necessaria la critica di Labriola alla concezione hegeliana dell’opposizione tra soggetto e oggetto sociale, tra pensiero ed essere. Da questo presupposto, Hegel deduce che la realtà è alienazione dell’autocoscienza e concepisce quest’ultima come un prodotto alienato del soggetto stesso. Labriola, forte della critica marxista, ribadisce che solo la realtà sociale e non la natura è prodotta dall’uomo e “la storia non è un processo arbitrario né la proiezione di categorie ideali o la realizzazione di disegni provvidenziali. E’ piuttosto storia della società, il risultato dell’azione di uomini concreti, inseriti in condizioni storiche e sociali determinate che determinano le loro azioni”. Concetti che Labriola  riprende da Marx e riecheggiano, nei più recenti studi di Michel Henri, che hanno come presupposto l’uomo, in quanto vita immanente e determinazione monadica, perché “non è la storia che fa l’uomo, ma è l’uomo a far la storia: la specie umana è questa realtà una che costituisce sia il soggetto che l’oggetto della storia, il suo principio e il suo contenuto”.

Il volume raccoglie, gli  importanti contributi di Labriola alla pedagogia, dove ricorda la necessità della concretezza  e dell’educazione alla socialità e diventa interprete “dei tempi nuovi, il bisogno di una scuola popolare che serva da reale tessuto connettivo dell’Italia post-unitaria, una lotta dunque per la civiltà, mezzo e fine dell’evoluzione morale (e complessiva) delle classi subalterne”.

In conclusione, un ottimo libro da leggere e rileggere, soprattutto curando l’originale saggio introduttivo di Luca Basile, prestando attenzione alle note curate da Lorenzo Steardo. Per chi volesse approfondire lo studio di Labriola, il volume è corredato dalla ricca bibliografia di Lorenzo Steardo, che ripropone il repertorio di opere labrioliane e studi critici curato da Nicola Siciliani de Cumis alla fine degli anni Settanta.

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