Balkan Circus: viaggio nell’anima dei Balcani

Con Balkan Circus, Angelo Floramo ci accompagna in un viaggio attraverso i Balcani, dalla vicina Croazia fino alla lontanissima Siberia. Un viaggio ricco di suggestioni e immagini, che profuma di betulle e pini marittimi, che ha il sapore di vodka e di malavazija, passando dal sole abbacinante dell’Adriatico allo spietato gelo invernale della Siberia. Storie di personaggi semplici, che hanno vissuto le loro vite all’ombra della grande Storia e che ci restituiscono, attraverso piccoli gesti, l’essenza di un popolo che ha lottato per secoli per difendere la propria identità. Paesaggi e vite di una bellezza struggente e crudele, che si alternano sotto il grande tendone del circo balcanico, con un sorriso triste da clown, in un’atmosfera che ricorda l’assurdo di Kusturica e le musiche di Goran Bregovic.

Questo libro è molto più di un reportage di viaggio, è quasi una mappa spirituale, perché i Balkani ‘sono una condizione dello spirito…Non sono una regione, ma la proiezione di un’anima collettiva e multiforme che si dilata fra nostalgie e bellezze, inquietudini e ferocia, tenerezze e schiaffi’.

Una storia complessa, un territorio tormentato da ferite ancora aperte, come l’eccidio di Srebrenica. Eppure, nonostante la vicinanza geografica, sembra che l’Europa consideri queste nazioni come un’altra Europa. Come se ci fossero due percorsi storici differenti che solo recentemente si sono ricongiunti. Una sorta di amnesia generale, forse voluta per evitare di dover capire, dell’opinione pubblica europea convinta che sia facile in queste terre meravigliose e martoriate dividere il buono dal cattivo, il giusto dal colpevole.

Grazie a Filoramo, friulano di sangue misto, balkanico da parte di padre, ritorneremo ad aprire gli occhi su una storia che è anche italiana ed europea. Si alzerà il velo che copre la memoria degli scalpellini friulani che agli  inizio del Novecento partirono per andare a costruire la Transiberiana,  lavorando sulle traversine con le mani bruciate dal gelo, o dei croati che per sfuggire alle continue aggressioni dei Turchi, alla fine del XV secolo, si trasferirono a Venezia, servendo la Serenissima come maestri d’ascia, carpentieri, ebanisti, straordinari artigiani, e colonizzando la riva degli Schiavoni.

Senza dimenticare i fatti vergognosi compiuti tra il 1919 e il 1920 dagli arditi del vate Gabriele D’Annunzio, durante la reggenza del Carnaro. Come sottolinea l’autore ‘i libri di storia italiani si guardano bene dal raccontarne le follie, che nella loro barbarie nazionalista anticiparono i fasti del ventennio fascista, specie in queste terre slave, alimentando odio e diffidenza fra popoli affratellati da secoli di storia comune’.

Inseguendo una sensuale cavallerizza cosacca, sedendoci accanto alla stufa in una casa che profuma di cotognata di mele, o camminando nei boschi dove un tempo i congiurati si riunivano per organizzare la rivolta contro Vienna, scopriremo una realtà lontana dai pacchetti viaggio all inclusive, una realtà che lotta per conservare il proprio mistero e la propria identità. Un ventaglio di nomi e di facce dal Tagliamento agli Urali, passando per il Mar Nero, per capire gli altri e riscoprire noi stessi.

Angelo Floramo, Balkan Circus, Ediciclo Editore

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