La Spezia, impiantato il primo defibrillatore cardiaco con risonanza magnetica completa

Impiantato con successo, presso il Servizio di Aritmologia dell’Ospedale Sant’Andrea di La Spezia, diretto dalla dottoressa Sandra Badolati, il primo e unico defibrillatore cardiaco compatibile con la Risonanza Magnetica in ogni parte del corpo “Evera MRI SureScan di Medtronic”. “Abbiamo effettuato l’impianto di questo innovativo defibrillatore, compatibile con la risonanza magnetica ad un paziente di 70 anni – ha dichiarato la dottoressa Badolati L’intervento è decorso in assenza di complicanze e si è concluso con successo. La novità risiede nel fatto che questo paziente, benché portatore di un dispositivo medico impiantabile che ha la funzione di trattare aritmie potenzialmente pericolose per la vita, potrà sottoporsi, se necessario, all’esame di risonanza magnetica fino ad ora precluso ai portatori di defibrillatore impiantabile.”

Un defibrillatore cardioverter è un piccolo dispositivo “salva vita” indicato per i pazienti che potenzialmente potrebbero andare incontro a episodi di fibrillazione ventricolare: in Italia ne vengono impiantati circa 12.500 l’anno, di cui circa 220 in Regione Liguria. Il sistema viene impiantato sottocute, appena sotto la clavicola, con un intervento chirurgico di breve durata. Attraverso i due elettrocateteri (sottili fili isolati) trasmette informazioni dal cuore al dispositivo e, ove necessario, conduce gli impulsi elettrici al muscolo cardiaco mettendo così in atto anche la sua funzione di pacemaker. Il defibrillatore, una vera “emergency room” nel torace, è l’unico dispositivo in grado di riconoscere una tachiaritmia ventricolare maligna e di erogare automaticamente una terapia elettrica immediata in pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa. “Circa il 63% dei pazienti con defibrillatore cardiaco dovrà sottoporsi, entro 10 anni dall’impianto, a un’indagine di risonanza magnetica, esame clinico diventato ormai fondamentale per la corretta diagnosi di molte patologie” – dichiara Badolati – “Rispetto ai precedenti defibrillatori, la nuova tecnologia consente al paziente di accedere alle indagini di risonanza magnetica e, pertanto, di scoprire eventuali condizioni patologiche potenzialmente letali.”

Il dispositivo, che non è sperimentale perché ha da poco ottenuto l’autorizzazione CE, è stato impiantato in data 15 aprile in contemporanea con 70 centri d’eccellenza nazionali e da questo mese sarà disponibile in tutta Italia. Il nuovo prodotto, che mantiene la durata di batteria fino a 11 anni pari a quella dei dispositivi precedenti, viene collegato a elettrocateteri sicuri in ambiente RM, con 10 anni di performance garantita con controllo attivo. Il defibrillatore, inoltre, include un algoritmo esclusivo di riduzione degli shock, che permette al dispositivo di distinguere le alterazioni del ritmo cardiaco pericolose da quelle innocue. Infatti, benché la maggioranza delle scosse erogate dal defibrillatore siano necessarie per trattare le aritmie potenzialmente letali, secondo gli studi, una percentuale pari al 20% dei pazienti impiantati può subire scosse inappropriate, in risposta ad una aritmia benigna o rumore elettrico rilevato dal dispositivo. Tale tecnologia aiuta a eliminare intervento non necessario del defibrillatore, riducendo il tasso degli shock inappropriati del 98% l’anno. Infine, il sistema comprende anche il nuovo monitor esterno di telemedicina MyCareLink che, posizionato a casa del paziente, trasmette i dati diagnostici direttamente all’ospedale, utilizzando la tecnologia cellulare per la telefonia mobile globale. “Tutta l’attività cardiaca del paziente sarà quindi registrata per i prossimi anni, proprio come una perfetta “micro spia” che, attraverso il monitor esterno di telemedicina, farà pervenire i dati diagnostici da casa in ospedale” conclude Badolati.

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