Qual è il destino della nostra arenaria? L’assessore Mori risponde a Irene Giacché

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato l’appello di Irene Giacché all’assessore Corrado Mori per la tutela della “pietra di Spezia”, la nostra arenaria storica di cui, una volta estratta dalle strade, non si sa più nulla. Abbiamo voluto porre di persona all’assessore le domande sollevate dalla Giacché nel suo appello.

1- Perché le pietre non vengono numerate e catalogate al momento dei lavori come si faceva una volta (anche negli anni 90)?
Molte pietre vengono riutilizzate in loco, in alcune circostanze in appalti successivi. Esiste, tuttavia, un magazzino, dove noi abbiamo una serie di pietre che. Io, sollecitato dall’articolo della Giacché, ho chiesto all’ingegner Canneti e ai tecnici del Comune di predisporre un intervento, presso questo magazzino, per selezionare e catalogare per dimensione le pietre (che possono essere ad esempio piastrelle, o cordoli di marciapiede), codificarle e metterle in appositi bancali. Ciò renderebbe più semplice ed efficace il nuovo riutilizzo. Stiamo anche valutando, dentro la geografia della città, di capire se nei prossimi interventi che saranno fatti di riqualificazione del centro urbano o in zone periferiche di valore storico, di utilizzare queste lastre per comporre un’area completamente in arenaria, in questa arenaria storica. E’ un intervento che valutiamo di fare e sul quale il Comune è impegnato.

2- Perché nel computo metrico (che è la guida per i fornitori) non viene mai inserito lo Stoccaggio scientifico e anzi le pietre vengono considerati come materiale da discarica?
Questa è una cosa che a me non risulta. Che sappia io, da quando svolgo questa funzione, tutte le volte che abbiamo fatto degli interventi, le pietre sono state depositate nei nostri magazzini. Ma comunque la voglio verificare. Se la cosa fosse vera, assolutamente noi interverremo a modificarla, ma non credo che sia così, addirittura considerata da discarica.

3 – Qual è il valore stimato del materiale a magazzino?
Il valore va ancora verificato, ma certamente è un patrimonio importante, significativo, che dobbiamo tutelare e riutilizzare al meglio.

4 – Quindi in futuro il comune intende cambiare metodo e tornare allo stoccaggio delle pietre in loco, numerandole e fotografandole prima della rimozione come di faceva un tempo e come fanno dalle altre parti?
Lo stoccaggio c’è sempre stato, noi adesso interverremo sul magazzino, perché grossi interventi di asportazione di arenaria non ne sono previsti.

5 – Perché non si usa l’arenaria che è stata tolta per ripavimentare le strade? Dato che quella usata oggi (nuova) si rompe facilmente?
Non possiamo usare l’arenaria storica assieme a quella più nuova. Quello che stiamo valutando di fare, se vi saranno le condizioni, dopo la catalogazione del materiale in magazzino e magari anche con l’ausilio di chi vorrà indicarci delle zone, è di usare l’arenaria per riqualificare alcune zone, se le condizioni architettoniche lo consentono.

6 – Quando faranno la catalogazione? Quando i cittadini sapranno a quanto ammonta il patrimonio in arenaria di Spezia?
Adesso ho detto all’ingegner Canneti di attivarsi. Ho chiesto che intanto gli operai del Comune inizino a estrarre il materiale, metterlo sui bancali e catalogarlo per dimensione. Per quanto riguarda i tempi materiali degli operai non so rispondere, perché alcuni sono impegnati su altri interventi e credo che con l’estate, ragionevolmente, si possa avere il tempo per svolgere questa operazione, che va fatta con la dovuta attenzione.

Nei prossimi mesi ricontatteremo l’assessore per sapere come procede questo lavoro di catalogazione.

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