Associazioni di disabili: no all’istituzionalizzazione, sì alla cura domiciliare

Pubblichiamo di Alessandro Ludi, Presidente dell’Associazione Ha.Rea Onlus, una sua dichiarazione  riguardo alla distribuzione del Fondo di non autosufficienza 2014. Il testo sottoscritto da diverse associazioni che si occupano di disabilità, chiede che gli aiuti economici siano distribuiti in modalità domiciliare indiretta (per esempio, assegni per le badanti), essendo l’unica via per evitare l’istituzionalizzazione di massa.

Basta confusione sul concetto di non autosufficienza e sulla ripartizione del fondo ad essa assegnata.
Il diritto di vivere a casa con assistenza domiciliare indiretta (assegno badante, voucher gestiti da disabili e/o famiglie, assegno di cura, vita indipendente, ecc) e la possibilità di evitare l’istituzionalizzazione in Residenza Sanitaria (RSA) non può e non deve essere un privilegio per pochi.
1. Ogni tentativo di forzare, incanalando le coperture economiche su patologie specifiche che necessitano di importanti interventi sanitari, è una negazione del diritto di uguaglianza ed una palese violazione della legge 67/07 contro ogni forma di discriminazione. Diffidiamo le istituzioni dell’accogliere richieste settoriali onde tacitare coloro che rivendicano in maniera più eclatante i loro diritti, perché questo produce discriminazione e creazione di condizioni di privilegio di pochi a discapito di molti con i medesimi bisogni.
2. Le risorse finanziarie del fondo nazionale non autosufficienza inglobato nella Legge di Stabilità del 2014 devono essere ripartite equamente tra tutte le persone non autosufficienti con le stesse modalità senza che vi siano quote riservate a determinate patologie ed a copertura di spese di competenza del SSN. La vita di una persona affetta da tetraparesi vale quanto quella di un malato di SLA, quella di un disabile cognitivo o/e mentale quanto quella di un bambino affetto da SMA o cieco.
3. Il diritto di vivere a casa propria è un diritto inalienabile: i diritti non appartengono esclusivamente a portatori di patologie specifiche ma riguardano TUTTI i cittadini che a causa di una condizione di disabilità hanno specifici bisogni di inclusione, di vita indipendente, di mobilità, d’istruzione, di accedere al lavoro ed alla vita sociale. Questi bisogni riguardano diritti esigibili ed inalienabili a prescindere, sanciti sia dalla costituzione che dalla carta dei diritti dell’uomo.

Le  associazioni che  hanno aderito: www.disabilialloscoperto.it

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