Cose da vedere a Pristina

Alcune cose da vedere a Pristina

Per la quinta volta cerco di entrare al Museo Archeologico dove e’ conservata la famosa statuetta simbolo di Pristina, ma niente da fare. E ovviamente non si sa il motivo della chiusura cronica. Così do uno sguardo (con orrore) al piano di sopra della struttura dove c’e’ il Museo della Nato. Sì, qua i liberatori diciamo così, hanno invaso anche con le proprie icone il Kosovo: Bill Clinton, i militari, le armi messe in bacheca. Suppongo che ci siano gli estimatori pure di queste cose. Ma la Galleria d’arte moderna del Kosovo riserva una bella sorpresa: hanno appena inaugurato la mostra del fotogiornalista albanese kosovaro Hazir Reka, firma prestigiosa della famosa agenzia Reuters, con foto scattate in Kosovo tra il 1983 e il 2008. Le fotografie sono taglienti ma anche felici, parlano di guerra (e le date parlano da sole: 1991, 1999)… ma anche di liberazione. E senza bisogno di didascalie sappiamo che quelle colonne interminabili di uomini, vecchi, bambini e donne sono quell’umanità che abbiamo visto in tv senza riconoscerne i singoli tratti, qua invece sono ingranditi, resi giganteschi dal dolore, dalla sopportazione e da un obiettivo che restituisce loro una dignità che altri uomini hanno levato loro. Sono foto a colori dove le case sventrate assumono anche una qualche bellezza al tramonto, dove la madre che tiene i bambini in gesto di protezione diventa il simbolo universale dell’assurdità di tutte le guerre. Scorrono una dietro l’altra, le guardi e te ne rimane appiccicato un pezzo mentre guardi quella successiva. Fotogiornalismo, una fotografia che passa veloce nella memoria, diventa una copertina, illustra una azione di guerra su un quotidiano e poi il suo compito finisce lì. Il fotogiornalismo ha bisogno di tempo per far sedimentare un ricordo di immagine, farlo imprimere bene nella testa, le foto hanno bisogno della polvere per diventare storia e poter essere messe in mostra.

Non si può poi andare a Pristina e non fare un salto al Dit’e Nat, un locale per intellettuali spinti, ritrovo di studenti universitari, di “internazionali” (come li chiamano qua). E’ un bar libreria, che la sera si trasforma in una sala da concerto jazz per pochi strumentisti. I libri sono in mostra, ci sono poi selezionate antologie di poesie, cd musicali e ogni tanto ci sono mostre di pittura. Il locale e’ molto trendy ed e’ un “must” per chi vuole stare nel cuore della nuova e giovane Pristina. La proprietaria e’ una regista cinematografica, Kaltrina Krasniqi, anche lei trendissima. Il massimo del trend e’ fumare di continuo. E’ arrivata anche qua la legge che vieta di fumare nei locali pubblici e a Pristina più o meno il divieto e’ rispettato, ma come ti allontani e vai in provincia, potresti non vedere il tuo compagno dalla coltre di fumo che ti assale.

Un altro posto di ritrovo da segnalare e’ il ristorante Pishat, in una traversa del Boulevard Mater Teresa, il salotto simpatico della città, all’incirca posizionato all’altezza del Ministero della cultura e dello Sport. Carinissimo, con caminetto e ampi tavoli apparecchiati con tovaglie a quadretti rossi come in uno chalet di montagna, ti servono minestre eccellenti e carni ottime.

Ma il massimo per un italiano e’ la pizzeria Napoli. Ebbene sì, gli italiani vengono qua a mangiare spaghetti e pizza.

…continua….

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