Franco Bonanini dal Parco delle Cinque Terre alla candidatura europea con Forza Italia

Il prossimo 25 maggio si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Tra i candidati spezzini spicca il nome di Franco Bonanini, che passerà dal Partito Democratico a Forza Italia. Bonanini ha giustificato questo cambio di casacca spiegando che “Forza Italia è maggiormente sensibile alla problematica delle carceri”, aggiungendo che questo è un tema che conosce bene per via della vicenda giudiziaria che sta passando. (articolo).
La vicenda giudiziaria a cui l’onorevole fa riferimento è, come noto, il processo in cui è coinvolto per la gestione del Parco Nazionale delle 5 Terre, che nacque nel 1999 proprio da una sua intuizione. Bonanini ne diventò Presidente, dopo essere stato sindaco di Riomaggiore per 9 anni. Lasciò la presidenza del Parco nel settembre 2010, dopo lo scoppio dello scandalo denominato “Parcopoli” e lui, il “Faraone“, come lo chiamavano per la sua gestione autoritaria del Parco, venne arrestato. Pesantissime le accuse: associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso materiale e ideologico, tentata concussione, violenza privata e calunnia. Restò in prigione per una settimana, poi per lui ci furono gli arresti domiciliari e, infine, tornò in libertà.

 Bonanini si dichiara innocente e non si è mai sottratto al processo, che è ancora in corso. Lo scorso anno si riaccesero le luci su di lui, perché entrò al Parlamento Europeo. In molti fecero notare che sarebbe stato meglio che rinunciasse, facendosi prima processare; se poi fosse stato assolto, avrebbe potuto tranquillamente ritornare a fare politica attiva.
Questa ipotesi, però, non venne presa in considerazione né da lui, né dal PD e Bonanini iniziò la sua attività di parlamentare europeo.
Attività che potrebbe proseguire per altri 5 anni in un altro partito. Il “Faraone” è, secondo la legge italiana, innocente fino a prova contraria (terzo grado di giudizio); lo dicono sia il Codice Penale che la Costituzione.
Inoltre, non vi è alcuna legge che impedisca a una persona sotto processo di praticare attività politica; quindi non sta violando nessuna norma, è perfettamente legittimo il suo desiderio di fare politica. Neppure il cambio di partito gli può essere contestato.
Starà agli elettori di Forza Italia decidere se è il caso o meno di votare una persona sotto processo. Pare comunque che la sua candidatura, fra gli elettori del partito guidato da Giovanni Toti, abbia suscitato qualche malumore.

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