Intervista di Daniele Ceccarini a Emanuele Viscuso

 Emanuele Viscuso scultore, musicista , progettista e promotore culturale è un artista di fama internazionale, nelle sue opere possiamo trovare uno sguardo verso il futuro bilanciato tra l’armonia della musica e l’eleganza della scultura classica. Ha inaugurato all’Università Doğuş di Istanbul una Mostra fotografica che racconta il suo percorso artistico dove troviamo le sue opere più famose come “Wave-bridge on the imaginary” (che si trova presso l’aeroporto di Milano Malpensa International), le immagini di quando prese parte alla missione Esperia * STS-120/10A, lanciata il 23 ottobre 2007 dal Kennedy Space Center della NASA. La città di Miami Beach, dove risiede dal novembre 2000, gli ha conferito il prestigioso riconoscimento “ Key to theCity” il 17 ottobre 2007.

1 Lei è un artista che ha esposto in tutto il mondo, qual è il significato di questa mostra qui ad Istanbul?
E’ la mia storia di architetto, perché io sono uno scultore e un musicista, ma nella mia mente e nel mio cuore sono sempre stato un architetto, tanto vero che a fianco delle mie sculture ho sempre pensato a dei miei progetti architettonici anche se non ero un architetto con laurea in architettura. Solo l’anno scorso la Costantinian University di Rhode Island mi ha conferito una laurea ad honorem e quindi adesso sono un architetto ufficialmente riconosciuto, anche se in realtà lo sono da sempre dentro il mio cuore. In questa Mostra infatti si può notare come le mie sculture siano veramente degli edifici e di come io possa aver ispirato magari involontariamente anche degli architetti. C’è un mio bozzetto del 1986 che è identico al nuovo World Trade Center, così come tante altre mie sculture presentate in altre mostre. Chi volesse dare un’ occhiata ai miei lavori può visitare il mio sito Viscuso.com o la mia pagina facebook. Sono a disposizione di chi volesse ulteriori informazioni, sono sempre felice di parlare di cultura italiana e non, perché la cultura non è italiana o straniera, la cultura è umana anzi è divina e quindi siamo tutti partecipi di questa cultura che è amore e armonia.

2 Come è nata l’idea di questa Mostra alla Doğuş University?
Tutto nasce sempre per caso, sulla scia di amicizie o di conoscenze, in questo caso grazie a Salvo Bitonti direttore dell’Accademia Albertina di Torino che è il mio tramite con con questa Università, mi ha invitato e io sono stato molto felice di avere accettato.

3 Qual è stata l’impressione dell’architettura e della cultura di questa città che è molto variegata e interessante?
Non è la prima volta che vengo ad Istanbul anche se è la prima volta che ci passo due settimane. Essendo una città di confine tra Oriente e Occidente, tra passato e futuro, tra Europa ed Asia, è una posto incredibile. Le differenze creano energie, se mettiamo vicini due poli diversi fanno scintille e qui mi sembra ci sia una bella scintilla. Istanbul è favolosa da questo punto di vista, è una grande emozione essere qua, vedere queste antiche moschee al fianco di grattacieli e di tutto quello che c’ qui, fu capitale dell’impero romano d’oriente, chiamata oggi Istanbul ma prima Bisanzio e prima ancora Costantinopoli, è una città con una bella storia.

 

 

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