Schulz a Spezia celebra la Resistenza

Grande dispiegamento di forze dell’ordine e di Autorità questa mattina, per la visita del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Shulz. Ad accoglierlo, oltre a parte della Giunta e del Consiglio Comunale, vi erano il Prefetto Forlani, il Presidente dell’A.P. Forcieri, il Commissario della Provincia Marino Fiasella e tanti altri; c’era anche il ministro Orlando.

Federici e Schulz, sul palco montato a pochi passi dal monumento alla Resistenza ai Giardini, quel monumento, “voluto da vecchi partigiani” che riprende a funzionare sempre nelle vicinanze del 25 aprile, hanno ricordato la Resistenza, l’orrore delle torture nazi-fasciste e hanno esaltato la libertà, la democrazia e l’Europa.

Il Sindaco, ricordando tra gli altri l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema e di Vinca, ha auspicato che venga esaudito il bisogno di giustizia che non è ancora arrivato, nonostante i processi e che le fondamenta gettate 70 anni siano oggi più solide, in modo da costruire una “Europa dei diritti”, contro i “populismi, i razzismi e i pensieri antidemocratici“. Federici conclude il suo discorso con “W La Spezia, W l’Italia, W l’Europa“.

Schulz ha parlato dell’importanza di essere in una città come Spezia, colpita così duramente dalla guerra, in qualità di politico e di tedesco, e ha condannato fortemente l’idea che, in nome di una presunta superiorità, si possano perpetrare delitti (“è una pazzia“, ha detto). “Siamo tutti equipollenti” dice Schulz: per tutti ci devono essere  medesimi diritti e medesimi obblighi. Sempre nel rispetto dell’altro.

In queste occasioni tutti parlano sempre di rispetto, di pensiero democratico e spendono parole di biasimo e condanna verso chi democratico non è, o non appare tale ai loro occhi. Sarebbe opportuno, e sarebbe bello, però, se rispetto, democrazia, unione e tutte queste belle parole venissero spese e usate ogni giorno. Sarebbe auspicabile lottare davvero, tutti assieme, contro le ingiustizie e a favore del bene comune. I valori tanto “sbandierati” nell’imminenza delle feste comandate sono quelli che dovrebbero essere alla base della realtà di ogni giorno, perché sono valori universali, senza tempo, senza appartenenza politica, che vanno (o dovrebbero andare) al di là delle differenze di idee e di pensiero. Non sempre, però, succede così. Purtroppo.

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