I mal di pancia del PD, una nota di Massimo Baldino

C’erano, un tempo, i bimbi che per non presentarsi a scuola nel giorno delle interrogazioni di fine quadrimestre si facevano venire il “mal di pancia“.
Personalmente li ho sempre odiati, perché con il loro comportamento sciocco, codardo e inutile, finivano per inguaiare coloro che invece a scuola si presentavano regolarmente, onde non trasformare la giornata scolastica in una “forcata collettiva“. Oggi quei bambini esistono ancora… e a La Spezia si sono trasferiti nei palazzi comunali e, più precisamente, nell’attuale Consiglio di Piazza Europa (o quel che ne rimane… della Piazza e del Consiglio).
Complimenti vivissimi a questi impavidi signori, che, invece di esternare pubblicamente le loro perplessità nei confronti di una Giunta comunale ormai da tempo invisa dalla cittadinanza e francamente giunta al capolinea, preferiscono rallentare l’indispensabile rimpasto e l’ancor più indispensabile “cambio di rotta” a colpi di “mal di pancia consigliari“. Come dire… i segnali che qualcosa non funzioni più in questa maggioranza sono chiari, ma la volontà dei “malpancisti” di fare chiarezza lo è davvero molto meno.
Da tenace oppositore di questa giunta ovviamente dovrei compiacermene, ma in realtà la cosa non mi piace affatto.
Anzi, a costo di stupire i lettori vi dirò che se domani (come in un incubo) io mi svegliassi consigliere PD in questa giunta e in questa particolare situazione, io finirei per sostenere i cosiddetti “governativi“, ovvero Federici e C.
Lo farei intanto per una coerenza di mandato ricevuto e, ancor di più, per quella insofferenza atavica che provo nei confronti dei “doppio-giochisti” cioè coloro che non sanno sostenere apertamente le loro idee (se ne hanno) e dunque preferiscono vivere nell’ombra di quelle altrui, salvo alla prima occasione, tradirle quando queste si dimostrano palesemente sbagliate e controproducenti per la propria popolarità e immagine.
Escano dunque allo scoperto coloro che hanno paura di rimanere “sporcati o trombati” dall’operato di codesta giunta. Lo dicano chiaramente e aprano un confronto serio su i temi e le vicende che hanno portato la giunta Federici al crollo disastroso della propria popolarità.
Lo facciano nel rispetto del proprio mandato ricevuto. Applichino alla lettera il significato di ciò che sono: CONSIGLIERI! E a volte veramente nel senso letterale delle parole della lingua italiana c’è già tutto il “mansionario” della propria funzione sociale e politica. Restare a casa non serve alla città, un gesto responsabile invece sì.

(Massimo Baldino)

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