Salsomaggiore: da villaggio del sale a città delle terme, della salute e della bellezza

La storia di Salsomaggiore termale inizia nel 1839. Per l’allora borgo del sale, la scintilla nuova scoccò in quell’anno, quando il medico salsese Lorenzo Berzieri tentò un utilizzo medicamentoso delle acque salmastre che affioravano dal terreno, fino ad allora importanti solo per la gran quantità di sale che vi si poteva estrarre. Il fatto, che ha dell’aneddotica, è quello noto di una bimbetta il cui piede sinistro era affetto da scrofola, una malattia infiammatoria che in quei tempi colpiva spesso i bambini.


Per dar sollievo al male di Franchina Ceriati, Lorenzo Berzieri, rammentando gli studi sui benefici dell’acqua marina nella cura delle infiammazioni ghiandolari, pensò di ricorrere al vasto mare sotterraneo locale come surrogato dell’altro ben più conosciuto da tutti. Basandosi sul presupposto che le proprietà fisico chimiche delle acque salsesi, simili e anzi superiori come saturità di sale a quelle marine, potessero ugualmente agire in maniera benefica e curativa, Berzieri prescrisse bagnature giornaliere in parti di liquido salino-iodato gradualmente diluito. In capo a qualche mese la piccola Franchina Ceriati guarì completamente e divenne la prima bagnina della città . Dalla brillante intuizione di Lorenzo Berzieri venata di empirismo ma non priva di basi scientifiche, all’effettivo decollo di Salsomaggiore come ville d’eaux, il passo non fu naturalmente cosa d’un giorno. Il modesto borgo del sale mutò lentamente il suo volto e la sua economia, avviandosi verso il traguardo del secolo intenzionato a rivaleggiare con le migliori stazioni termali europee.



Il cuore della Salsomaggiore termale inizia a battere sempre più velocemente con l’approssimarsi del nuovo secolo e l’avvento della società Novecentesca, con l’Arte Nuova, il Liberty e tutto quanto gira attorno ad un fenomeno sociale che avrebbe dato luogo a modi diversi di fare cultura, arte, moda, insomma di intendere la vita. Un modus destinato a spazzare via le polveri ottocentesche, una complessa trasformazione che si può riassumere e generalizzare nello stereotipo della “Belle Epoque”.


Oggi Salsomaggiore Terme è uno dei più affermati ed eleganti centri termali europei, famosa per le sue acque salsobromoiodiche, tra le più ricche di sali minerali conosciute in natura. Lo stabilimento delle Terme Berzieri, edificato nel 1923 sotto la guida dell’architetto Ugo Giusti e decorato da Galileo Chini in pieno stile liberty, è ora sede del Centro Benessere termale, dove vengono effettuati trattamenti pensati per regalare dolci momenti di relax e di remise en forme. L’acqua termale resta il fondamento di ogni percorso rilassante, rigenerante e tonificante per i diversi trattamenti estetici viso e corpo: bagno turco termale aromatico, doccia francese, fanghi aromatici termali, oltre alle novità quali il massaggio nuvola, tepidarium-calidarium-frigidarium, percorso kneipp, hot stone massage (con pietre laviche). Massaggi, linfodrenaggi e trattamenti di medicina estetica completano la vasta gamma dell’offerta di benessere e bellezza.


Le Terme Zoja, immerse nel verde del Parco Mazzini, ospitano diversi reparti per la cura e prevenzione di malattie artroreumatiche, respiratorie, ginecologiche, flebologiche e non solo. Le acque termali di Salsomaggiore, grazie alla straordinaria ricchezza di sali in esse contenute, contribuiscono al riequilibrio dell’organismo e sono in grado di prevenire e combattere in modo naturale diversi disturbi.



Una vacanza a Salsomaggiore Terme non è solo benessere e relax, ci sono davvero tante cose da fare, tra rocche, castelli, arte, cultura e sport:  dalla visita alle vicine città d’arte di Parma e Piacenza ai luoghi dell’immortale Giuseppe Verdi, ripercorrendo le vie che gli antichi pellegrini seguivano sulla via Francigena, dalle Antiche Saline ai percorsi nel Parco Fluviale Regionale dello Stirone, trekking sulle colline, escursioni a cavallo e in bici, golf.
Merita assolutamente una visita il Museo Paleontologico “Il Mare Antico”: situato in un’ala del Palazzo dei Congressi, ospita una ricca e preziosa collezione di reperti provenienti per la maggior parte dal torrente Stirone e nel suo insieme è ben documentata l’evoluzione paleoambientale che ha accompagnato il progressivo ritiro del mare dal Bacino Padano. Arricchiscono la prestiogiosa collezione scheletri prezzochè completi di tre balene e di due delfini rinvenuti nella valle dello Stirone, risalenti a circa 8 milioni di anni fa. Importante la raccolta di conchiglie e stelle marine.
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