Scalinata Cernaia, la storia infinita. Mori assicura: progetto sarà condiviso, inizio lavori entro l’anno

Nuova audizione in Commissione per il Comitato Cernaia, nel pomeriggio: Irene Giacché, l’ingegner Paolo Bracco e l’architetto Roberto Venturini si sono confrontati con l’assessore Corrado Mori e l’ingegner Claudio Canneti. Il Comitato chiedeva perché fossero stati tolti completamente i fondi per la riqualificazione della Scalinata Cernaia, come risultava dalla delibera di Giunta del 31 marzo scorso, nella quale si diceva che lì non si sarebbe effettuato alcun intervento, in quanto i fondi erano stati spostati sulla Scalinata San Giorgio. I membri del Comitato, contestando che nessuno li aveva avvertiti (hanno saputo del probabile destino della loro Scalinata dal consigliere Giulio Guerri), chiedono solo che siano rispettati gli accordi: intervento meno invasivo, ripiantumazione degli alberi tagliati e manutenzione del verde pubblico ancora esistente.

L’assessore Mori è partito dall’inizio, raccontando di un progetto “pesante” osteggiato da una parte della popolazione e si è lanciato poi in una complessa (e un po’ confusa)  spiegazione sul perché questi 350.000 euro destinati al progetto appaiono, scompaiono (in mancanza di un progetto esecutivo) come per magia e poi (forse) riappaiono, dicendo che sono stati spostati perché altrimenti sarebbero stati persi (si parla sempre di finanziamenti europei), ma che in realtà ci saranno, sia nel 2014 che – eventualmente- nel 2015. A dare man forte all’Assessore arriva anche l’ingegner Canneti, ritenuto da molti il vero “regista” di questa operazione, che assicura che in realtà la delibera del 31 marzo si riferiva al progetto iniziale, quello da mesi “bocciato” anche dal Comune.

Chiediamo da quattro anni le stesse cose” dice Venturinipuntiamo soprattutto sui problemi di sicurezza dei gradini della Scalinata, che sono sconnessi“. “Se dovesse farsi male qualcuno” continua l’Architetto “ne risponderete voi“. “Ci abbiamo messo quattro anni” dice Braccoper far passare il numero degli alberi da abbattere da 43 a 16, non vorrei che ci mettessimo altri quattro anni per decidere come fare gli altri lavori“. Mori cerca di rassicurare affermando che “stiamo dicendo tutti le stesse cose“, mentre Comitato e cittadini presenti in aula scuotono la testa “quindi non forziamo la polemica” “E’ una questione di trasparenza!” interviene il consigliere Guerri, mentre Marcello Delfino invita a “rimettersi attorno a un tavolo, per ripartire“.

Irene Giacché si merita anche gli applausi di alcuni esponenti del Comitato per Piazza Verdi con il suo riferimento al taglio di alberi per poi essere ripiantati (come gli aranci di Piazza Verdi? si chiede) e specifica che quello della Cernaia, secondo il progetto iniziale dell’Amministrazione, era uno smantellamento e non una riqualificazione. Delfino (interpretando il pensiero di molti) chiede: “C’è stato qualche fraintendimento? Ho capito male io?” (e  ci sono stati momenti, in effetti, in cui si capiva ben poco) critica il progetto, ma anche l’atteggiamento dell’opposizione, Edmondo Bucchioni accusa l’Amministrazione di andare contro i cittadini, c’è spazio per qualche battibecco e, si utilizza di continuo l’espressione progetto condiviso e, alla fine, Mori assicura due cose:

1) la copertura finanziaria c’è
2) entro l’anno si avrà un progetto esecutivo (ovviamente condiviso) e partiranno i lavori, almeno per ciò che riguarda il primo lotto

 

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