Piccola Odissea al Pronto Soccorso spezzino

Al pronto soccorso della Spezia l’attribuzione del codice di colore bianco ad un paziente può comportare una attesa di sette ore. Domenica mattina, 13 di aprile, unico giorno della settimana dove posso sbizzarrirmi nei lavori di giardinaggio, ho riportato una ferita alla mano destra con un ferro arrugginito. Il lunedì, a seguito di un lieve dolore alla mano, mi sono recato al Pronto soccorso del S. Andrea. Alle ore 15,30, il medico dello sportello mi ha diagnosticato di fare l’antitetanica, consegnandomi il foglietto con “codice bianco”, n. 093. Nella sala di aspetto del pronto soccorso sono iniziate a passare le ore pomeridiane e poi quelle serali, in attesa di essere ricevuto per le cure del caso.

Alle ore 22, dopo aver sollecitato più volte, vengo chiamato all’interno e il medico di turno chiede come mi sono ferito e decide per l’antitetanica, facendomi firmare il “consenso informato al trattamento con immunoglobuline umane/emoderivati” spiegandomi che si tratta di plasma umano e come tale potrebbe essere portatore di virus. Mi viene consegnato il foglio per il pagamento del ticket, euro 25, la prescrizione per il farmaco da iniettare, “Igantet 500 Ui” da acquistare in farmacia e poi andare dal medico curante. Questa mattina devo disdire l’incontro presso la Camera di commercio di Genova dove dovevo condurre in qualità di conciliatore una importante mediazione e andare invece dal mio medico curante, visto che scade il tempo di applicazione dell’antitetanica.
Sicuramente una piccola “Odissea” ma molto fastidiosa.

Mario Bonelli, dottore commercialista in La Spezia.

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