Un tranquillo weed end d’arte in Toscana

Tempi di inaugurazioni d’arte. Così trasferendoci dalla Liguria alla Toscana per un week end abbiamo trovato alcune mostre interessanti e curiose che segnaliamo ai nostri lettori.

La prima tappa è a Lucca, dove nel Palazzo della Provincia prospiciente Piazza Grande e a un passo dal Teatro del Giglio, troviamo la mostra dedicata a uno dei fotografi italiani più quotati al mondo: MASSIMO VITALI.

 Il nome dell’artista forse non suggerisce granché ma sicuramente ognuno di noi si ricorda quelle foto gigantesche dove folle di persone al mare, in montagna, nelle piazze, in discoteca vengono ritratte fotograficamente dall’alto come oggetti inanimati. Sono fotografie panoramiche a campo lungo, insomma, paesaggi umani.

Vitali, classe 1944, nativo di Como ma lucchese di adozione nasce artisticamente come film maker e fotoreporter; dal 1995 si dedica alla fotografia come ricerca artistica. Ha esposto al Gugghenheim di New York, al Centre Pompidou. In Italia rimase famosa la sua personale al Museo Pecci di Prato con un monumentale volume edito da Steidl. Le fotografie di Vitali sono quotate sul mercato dell’arte e sono ormai, oggetti per collezionisti. L’artista ci aveva raccontato tempo fa che sono proprio i divi di Hollywood i suoi migliori acquirenti.

Passaggio a Casciana Terme in provincia di Pisa, lungo la strada statale per Volterra per l’inaugurazione della personale di Giacomo Verde, artista “artivista”, attivo come videomaker, net artist, perfomer, disegnatore e molto altro. La sua è un’arte che lascia il segno, e ne troviamo un esempio nella mostra intitolata Svendita di arte usata, nella Galleria Sottovento a Cascina (aperta dal 12 aprile al 4 maggio) dove Verde, come fosse a un mercatino, mette in vendita pezzi e oggetti del suo lungo percorso d’artista. L’arte più è usata meglio è, sempre che sia stata usata secondo un’ottica diversa dal mercato. Ovvero non per trarne profitto ma per creare comunità.

E così vediamo la serie di fotografie comprensive di QR code, di 150 cannucce annodate dove viene perpetrato il messaggio: L’arte è inutile. Slogan che vuole rendere conto non della resa artistica del gesto e dell’oggetto quotidiano, ma dell’arte arrivata a essere un oggetto banale, privato della sua funzione primaria.

In mostra anche le fotografie della serie : L’artista è uno zombie che hanno riscosso ampio successo. Approfittando del trucco da zombie per un film, Verde ha realizzato degli autoscatti con aggiunta di grafie e frasi in cui si dimostra l’assunto base che l’arte è morta, e l’artista come sopravvissuto, è uno zombie.

Per chi vuole saperne di più su Giacomo Verde: 

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