Lettera di Changing! La Spezia sulla tutela degli animali

Changing La Spezia ha scritto alla dottoressa Maria Elena Teneggi, all’assessore Patrizia Saccone e  alla dottoressa Antonietta Zarelli, in merito al regolamento di tutela degli animali (abolizione articolo 30) e ulteriori rilievi riguardo a: vendita di animali, accattonaggio con essi e alla regolamentazione più stringente nei confronti degli addestratori di cani.

Di seguito, il testo inviato:

CANI A CATENA
Come Ass. antispecista siamo ovviamente contrari a qualunque comportamento umano che causi la riduzione dell’animale non umano ad un oggetto, ad una cosa che noi, esseri umani, possiamo usare a nostri esclusivo ghiribizzo e capriccio; dunque l’idea di qualunque catena ci trova contrari. Certo non possiamo non individuare una contraddizione nella nostra strampalata società specista: che sia la catena o una lussuosa borsa griffata a contenere il cane, dal punto di vista della sua trasformazione in oggetto, la verità è che, in entrambi i casi, il cane non è visto come un essere che sente e vive, che ha sue emozioni e volontà, che ha suoi desideri, ma come un oggetto e come un oggetto viene trattato, poiché nel primo caso come nell’altro, imponiamo il nostro controllo sul corpo all’animale, decidiamo noi, arbitrariamente, come e dove esso deve vivere, come e dove esso deve stare.
Ciò detto, dal punto di vista più pratico, di mera tutela protezionistica, non possiamo non esprimere la preoccupazione, fatta propria anche dalla Lega Difesa del Cane, che un giusto principio di tutela, il divieto tranchant di catena, possa rivelarsi contro producente in ordine al miglioramento del tenore di vita dei cani ed in specie dei cani di grossa taglia imprudentemente comprati/adottati dai cittadini e dei cani di proprietà di cacciatori: temiamo, in effetti, che molti proprietari poco lungimiranti e di scarsa o nulla sensibilità, preoccupati anche per le spese e le procedure burocratiche necessarie per allestire recinti di contenzione adatti, li rendano “invisibili” spostandoli in zone extra urbane ed in comuni limitrofi o semplicemente li abbandonino,
relegandoli nei già pieni canili urbani ed extra urbani.
In merito invece all’aspetto più tecnico crediamo che sia necessario chiarire nel  Regolamento
1) che comunque i cani non possono essere detenuti nei recinti 24 ore su 24
2) le conseguenze di una violazione: ci chiediamo, in merito, se si vorrà dare il tempo a chi commette violazione di rimediare, dotandosi di recinzioni atte a mettere in sicurezza il cane o se, semplicemente, chi viola il divieto subirà una sanzione amministrativa e la confisca dell’animale.
Ultimo ma non ultimo passando l’abolizione dell ‘Art. 30 ci adopereremo come Ass. ad effettuare un occhiuto controllo del territorio per monitorare la situazione e ci aspettiamo, ovviamente, in caso di violazioni, il tempestivo e risolutivo intervento degli uffici e dei funzionari (Ufficio Tutela Animali in primis) cui è demandato il compito di vigilanza.

ACCATTONAGGIO:
In questa occasione ribadiamo la nostra contrarietà all’accanimento istituzionale e privato nei confronti degli accattoni. Riteniamo mostruoso che un intero apparato si concentri solo nel sanzionare i più deboli, ignorando poi il dato di fatto che i cani maltrattati o le centinaia di cani abbandonati nei canili di La Spezia e Provincia NON appartengono certo solo ad accattoni ma, bensì, quasi sempre, a cittadini irresponsabili e dalle idee confuse che
adottano o, peggio, comprano animali senza comprendere la responsabilità che ciò comporta. Ribadiamo la nostra disponibilità ad assicurare un aiuto nella sterilizzazione delle femmine di cane di proprietà di chi pratica come mestiere la pubblica questua.

REGOLAMENTAZIONE PIÙ STRINGENTE NEI CONFRONTI DI ADDESTRATORI DI CANI:
Rimarchiamo come manchi nel regolamento, a parte un generico richiamo alle disposizioni vigenti (Art. 7 comma 7) una serie di più dettagliate disposizioni che permettano uno stringente controllo nei confronti di quelle realtà che forniscono consulenze per l’addestramento dei cani. Ci sono troppi addestratori improvvisati, che fanno danni anche gravi: danni che, come al solito, saranno gli animali a pagare caro.

VENDITA IN FIERA DI ANIMALI:
Riteniamo che ripetere ogni due per tre che agli animali è riconosciuta una sensibilità, che essi non sono meri oggetti, bensì esseri senzienti, e poi permettere che animali timidi e delicati come conigli, uccelli, cavie varie vengano venduti in manifestazioni fieristiche quali la Fiera di San Giuseppe sia una grave contraddizione.
Ribadiamo che come ex comma 10 Art. 17 NON si possano tenere in vetrina gli animali, così debba essere vietata l’esposizione per la vendita di animali nelle fiere, ove, tra l’altro, frastuono, odori, ed esseri umani importuni, risultano davvero intollerabili, anche più, forse, di una vetrina, per i malcapitati animali.Augurandoci che quanto scritto possa essere utile a migliorare davvero la condizione degli animali sul territorio, porgiamo i nostri saluti ed i migliori auguri di buon lavoro all’ Assessore, ai Dirigenti preposti, ai Funzionari.

Ass. Changing! La Spezia

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