Intervista di Daniele Ceccarini a Salvatore Bitonti

Salvatore Bitonti regista, docente di teatro e cinema, organizzatore di festival e direttore dell’Accademia Albertina di Torino presenta in questi giorni presso la Facoltà di Belle Arti della Doğuş University di Istanbul la Mostra fotografica: “Teatro e cinema, il lavoro di un regista nelle immagini di scena”. Le immagini, particolarmente emozionanti, raccontano il percorso teatrale e cinematografico di questo straordinario artista , dal suo giovane esordio da professionista nel 1985, a soli 24 anni, fino al 2010. Una Mostra fotografica dove sono riassunte le atmosfere e lo stile del regista attraverso le immagini dei suoi spettacoli più importanti. Nella Mostra sono proiettati no stop i suoi due brevi film d’arte ispirati entrambi ai miti greci reinterpretati in chiave contemporanea: “Fedra” del 2006  ed “Elena”  con la partecipazione di Franco Nero.

 

1 “Teatro e cinema, il lavoro di un regista nelle immagini di scena” questo è il nome della Mostra che è stata appena inaugurata alla Doğuş Univesity di Istanbul dedicata alla sua carriera, ci può raccontare qualcosa in più su questa mostra? Come è nata l’idea?
L’idea è nata per raccontare tanti spettacoli che ho realizzato nella mia carriera. Pur non essendo vecchissimo, ho iniziato molto giovane, a 24 anni avevo già realizzato la mia prima regia professionale con attori di teatro molto importanti come Anna Teresa Rossini, Sebastiano Lo Monaco, Cristina Borgogni, tutti attori molto legati al teatro e di conseguenza questa è stata una delle ragioni che mi ha portato a lavorare in teatro moltissimo. Complessivamente ho fatto circa 40 spettacoli dei quali questa manifestazione ne raccoglie 16, avendo molto materiale tra fotografie, locandine e altro questa mostra vuole essere un percorso fotografico tra i miei lavori. Ho sempre cercato di legare il cinema al teatro e in alcuni spettacoli prevale proprio questa commistione come in particolare nell”L’isola della dottoressa Moreau” con Paola Gasman e Pietro Pagliai, realizzato nel ’96 nel quale c’era anche un lavoro di immagini basato sul film Metropolis di Fritz Lang. Questo spettacolo è stato fatto anche nei teatri d’opera con un attrice di teatro come Rosa Lucia, tanto che era importate e rilevante,. In quell’occasione, montai alcune sequenze della Giovanna D’arco di Dreyer, addirittura utilizzando il montaggio classico dato che all’epoca non esisteva ancora il montaggio non lineare. La Mostra prevede anche due piccoli film d’arte che ho realizzato che sono “Fedra” girato a Stromboli e poi rappresentato in tutto il mondo in moltissimi Festival del cinema. A questo film sono molto legato perché mi ha permesso di vincere a Miami la migliore regia al “Sicilian Film Festival” e poi di essere chiamato l’anno dopo come direttore artistico e per sette anni di dirigere a Miami questo Festival di cinema italiano e siciliano perché il Festival si svolge anche a Stromboli. L’altro film “Elena” con Franco Nero è stato girato a Torino, città dove da un po’ di tempo sono presente, perché sono direttore dell’ Accademia Albertina, un ‘istituzione molto bella e molto importante.

2 Perché è stato scelto Istanbul?
E’ stato scelto Istanbul innanzitutto perché mi è stata commissionata dalla preside di questa Università ,la signora Nazam Erkmen che ringrazio e con la quale ho realizzato numerosi progetti anche in passato quando era direttrice della Marmara Univeristy, per esempio ho fatto una Mostra dell’Accademia Albertina nel 2011 dove hanno collaborato maestri e studenti e abbiamo portato i lavori di 140 studenti, per quest’occasione avevo preparato un catalogo con le fotografie dei miei lavori e da lì è nata l’idea di farne una mostra.

3 Lei all’inizio della sua carriera è stato allievo di grandi maestri come Dario Fo e Nikita Michalkov, cosa ricorda di queste esperienze?
Sì, ho seguito Nikita Michalkov in molti seminari che ha fatto a Roma. La tradizione di Michalkov è quella del teatro russo, anche se spesso viene considerato principalmente un regista cinematografico, perché viene dal teatro, la sua impostazione è soprattutto basata su Stanislavskij. Ho seguito Dario Fo quando faceva dei corsi all’Università di Bologna sulla comicità e sull’improvvisazione che è una cosa che lui sa fare molto bene.

4 Oggi è direttore di una prestigiosa Accademia di Belle Arti, quella Albertina di Torino, cosa significa ricoprire questo ruolo oggi?
E’ un ruolo gravosissimo perché l’Accademia Albertina comprende anche la Pinacoteca che ha al suo interno capolavori di inestimabile valore e anche una biblioteca storica e un fondo storico importantissimo. Noi stiamo cercando di lanciare questa Accademia anche a livello internazionale e questo è uno dei motivi per i quali io sono stato scelto e sono stato eletto. Nella nostra Accademia i direttori vengono eletti per un triennio dai professori perché abbiamo un sistema come quello universitario, dove viene eletto il rettore,così da noi viene eletto il direttore. Posso anticipavi tra i grandi progetti che abbiamo per il 2015 che a Torino si svolgerà un Festival delle scuole d’arte e di design in concomitanza con l’Expo di Milano e con Torino, capitale dello sport. Molto interessante sarà il tema trattato dal Festival, che prevederà lavori di scultura decorazioni video e tutte le discipline artistiche, che sarà “The sense of body, “Il senso del corpo” cioè il corpo come fonte inesauribile di ispirazione per l’arte di tutti i tempi.

5 Quale pensa che sia il ruolo del teatro oggi?
Basta che pensiate solo al fatto che il teatro ha più di 2300 anni di vita e il cinema ne ha appena superato cento. Io credo che se il teatro ancora persiste dopo 2300 anni qualcosa di incredibile dovrà pure esserci altrimenti sarebbe già estinto.

 

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